Mai autogol è stato più sacrosanto

Sembra incredibile, ma il sogno continua, come quando cominci a vincere al casinò e senti che puoi continuare a puntare perchè il destino è dalla tua parte. Già domenica scorsa ci eravamo gingillati il primato fino a sera, fino a quando Ibra, espugnando il Colosseo, aveva fatto capire chi comandava. Oggi, però, i ragazzi di Mourinho avevano le pile scariche, mentre i nostri, per come sono andate le cose all’Olimpico, pure qualche santo in Paradiso. Nessuna pena per la Lazio, sia ben chiaro, che gli anni passati ci ha fatto più volte vedere i sorci verdi. Forse i ciociari meritavano il pari ma il collega Daniele Abbiati, vecchio milanista, mi ha insegnato da anni che nel calcio i meriti non esistono. Ben venga, dunque, anche la palla carambolata sulla coscia di Siviglia, l’importante è che la palla finisca nel sacco. Tanto più che mai autogol fu più sacrosanto, dopo quella funambolica volata di Ezequiel che - qualcuno mi smentisca - ci tanto ricordato certi lampi del Pibe. Ora, detto questo, la nuova vittoria risulta quantomai preziosa perchè domenica ci aspettano Ronaldinho e compagni e non la vedo per niente bene. Sarà per l’ultima batosta a San Siro quando sul due a due, gli abbiamo regalato una goleada che li ha fatti risorgere dal piattume, metto in cantiere la possibilità di qualche doloretto. Ma nessun problema. Perfino Edy «l’istruttore» adesso si sbilancia e dice: nulla ci è precluso. E così sia.