«Mai fatto alcuna offerta al Comune»

Gianandrea Zagato

da Milano

Filippo Penati smentisce Filippo Penati. Il presidente della Provincia di Milano racconta una nuova verità per giustificare l’investimento di 238 milioni di euro per rilevare il 15 per cento delle azioni Serravalle in mano al gruppo Gavio. Quell’operazione, varata dall’esponente diessino, ha fruttato una plusvalenza di 176 milioni di euro al gruppo Gavio. Mentre la Provincia ha incrementato la sua presenza nella società autostradale che, col patto di sindacato firmato con il Comune di Milano, controllava comunque.
Penati ammette in un’intervista al Corriere della Sera di non aver mai presentato alcuna offerta per l’acquisto della quota (18,7 per cento) del Comune di Milano: «È vero che non ho scritto una lettera con la quantificazione dell’offerta». Passaggio non secondario in questa complessa vicenda economica e politica sfociata nelle carte bollate. Contrariamente a quanto fino a oggi sostenuto, Penati, riconosce infatti la fondatezza delle dichiarazioni firmate dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini, sull’inesistenza di una trattativa di vendita tra Comune e Provincia. Negoziazione che saltata, questa era la tesi di Penati, l’aveva quindi spinto «a guardarsi intorno» e rivolgersi a Gavio, «non avremmo mai comprato dal privato se il Comune avesse manifestato la volontà di vendere».
Valutazione parziale, come ricorda Albertini: «Il 6 giugno ricevo una lettera in cui Penati offre la possibilità di acquistare e vuole incontrarmi per concordare un prezzo sostenendo che non è necessario fare gara per passare la proprietà tra enti pubblici. Ho eccepito sul metodo proposto: trattativa diretta ed esclusiva anziché in concorrenza con altri acquirenti, pubblici e/o privati».
Ma Penati resta convinto, con l’acquisto, «di aver patrimonializzato una proprietà dello Stato senza togliere un solo centesimo alle risorse che la Provincia già destina alle attività sociali e culturali». E azzarda: «Se Tremonti fosse stato consulente della Provincia, avrebbe dato il suo ok all’operazione».