«Mai più scambi con l’Inter E Kakà non si muove da qui»

Adriano Galliani blinda il brasiliano ma Ancelotti apre a Emerson. «Uno così può servirci»

nostro inviato

a Reggio Calabria

Mentre il popolo reggino assedia i rossoneri, con Ringhio Gattuso osannato come una rock star, Adriano Galliani guarda già avanti, dipinge il futuro di una squadra che avrà bisogno di qualche rinforzo per poter strappare lo scudetto ai cugini nerazzurri e confermarsi in Champions. «Complimenti alla Reggina, ha fatto qualcosa di veramente grande malgrado il pesante -11. Quanto al Milan, non potevo pretendere di più. Il mercato? ci penseremo tra qualche settimana, ma è impossibile che un giocatore (il riferimento a Ibrahimovic è evidente, ndr) passi dall’Inter al Milan o viceversa. Eto’o è difficile, ma ci penseremo», parole e pensieri di Adriano Galliani, alle prese però con un presunto caso Kakà.
Dalla Spagna infatti arrivano puntuali, ma anche fastidiose e irritanti, le più improbabili indiscrezioni (o pettegolezzi) con il solito giornale schierato in prima linea, il quotidiano sportivo Marca che cerca di portare scompiglio in casa Milan. «Kakà ci ha confermato che quella di Atene è stata la sua ultima partita in rossonero» affermano con spocchia gli spagnoli. Una nenia che va avanti da un pezzo, una musica stucchevole e noiosa che però, evidentemente accende la fantasia degli spagnoli. Riferite le ultime sul tormentone, Adriano Galliani sorride, fa spallucce e, ma la cosa era assolutamente prevista, prova a chiudere per l’ennesima volta le porte a ogni fanta-trattativa. Devono arrendersi a Madrid, ma non è garantito che lo facciano. Appuntamento allora al 31 agosto, Montecarlo, sede della Supercoppa d’Europa. Vediamo dove giocherà Kakà.
«Kakà è incedibile, non si muoverà mai dal Milan. Ormai a queste voci siamo abituati e non ci facciamo più caso. Non si capisce perché un campione d’Europa debba decidere d’andarsene così, da un momento all’altro. D’altronde è dal 1991 che sento dire che il Milan è finito e invece siamo sempre qui a comandare in Europa, perché questo Milan, quello dell’era Berlusconi, ha davvero trovato la formula vincente. Noi andremo avanti con questi giocatori, con questo gruppo che, ne sono convinto, ci darà ancora tante soddisfazioni».
Il vero mercato del Milan del prossimo anno porta da un’altra parte, allora. E forse è il caso di dedicarsi alle più autentiche piste. A cominciare dalla ricerca dell’attaccante, un grande attaccante, obiettivo confermato a due voci sia dal vice Berlusconi che dall’allenatore Carlo Ancelotti. Il primo della lista resta il camerunense Eto’o del Barcellona, seguito, e qui l’intreccio appare scontato, da Ronaldinho. Il presidente Silvio Berlusconi sarebbe ben contento di un ritorno di Shevchenko a Milano: ma solo in prestito (l’ucraino non vale più i 45 milioni spesi dal Chelsea). Non solo attaccanti però, perché lo stesso allenatore rossonero ha un pallino in testa e ne ha parlato apertamente ieri pomeriggio a Reggio Calabria: «Lasciamo stare Ibrahimovic, è un trasferimento non ipotizzabile, sono voci incontrollabili. Quello che a noi interessa è un centrocampista incontrista che sappia anche costruire, un Emerson ad esempio e lui è proprio uno che ha quelle caratteristiche». Tutto da ridere, adesso. Dopo che un anno fa gli spagnoli hanno saccheggiato la Juventus (Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Emerson) potrebbe ora registrarsi un flusso di ritorno: Emerson (non Zambrotta che resta al Barça) al Milan. Chissà come ci resteranno male i saccenti agitatori anti Milan di Marca! Sul rinnovo contrattuale di Ancelotti, una sola concessione al dibattito pubblico. Carletto, questa volta, chiede un adeguamento economico. E non glielo negheranno.