Mai più skinny Il calzone è morbido e tornano le pince

Una sola o doppia all'inglese sono sempre utili alleate quando il fisico non è asciutto Per PT Torino ricerca sui nuovi materiali

Margherita Tizzi

Se ne vanno, per fortuna. D'altronde, a chi stavano bene quei pantaloni letteralmente scheletrici (skinny), se non al cantautore inglese James Bay e a pochi altri ragazzi, un po' alternativi e molto asciutti, non propriamente italiani? Se ne vanno, per cedere il passo a una vestibilità più morbida e comoda, «a una moda più elegante e raffinata, a un vago ritorno al buon gusto per tutti - racconta Edoardo Fassino, amministratore delegato di PT Pantaloni Torino -. I pantaloni non sono più vissuti dall'uomo come un bene di servizio, ma come un capo irrinunciabile del guardaroba, che, a differenza della giacca, non si toglie e per questo deve fare la differenza. Da qui la ricerca di nuove tonalità e materiali pregiati che non sgualciscano e il ritorno della pince, un importante dettaglio di stile».

Nella storia della moda i pantaloni da uomo sono sempre stati dotati di pince, utili alleate quando il fisico non è asciutto, perché modellano la silhouette creando un'ampiezza necessaria a prevenire che il tessuto si tiri. Le pince doppie all'inglese, cioè rivolte verso l'esterno, si sposano con un look ricercato e generano maggiore morbidezza; quelle alla francese, invece, aperte verso l'interno, non ingrossano la coscia, anche se per un'ottima vestibilità è sufficiente una sola piega. Un'eleganza che trae ispirazione dal passato, dunque, apprezzata dai giovani e ripresa nella collezione primavera estate 2017 di PT 01 Pantaloni Torino. Ispirazione? California, anni '60. Il sole delle isole caraibiche si rispecchia nei pantaloni tinto in capo, mentre il surf viene raffigurato con tanto di ricami all-over. Rimanendo fedele a un tono sartoriale, PT propone un modello declinato in tre diversi tessuti, lavabili in lavatrice: in gabardine, in tela di lana lavabile stretch, fresca e confortevole, e in un particolare cotone stretch dalla struttura tridimensionale e dall'effetto delavé.

Alla manifestazione fiorentina anche Berwich espone pantaloni ricercati e dalla vestibilità senza tempo, fra cui spiccano tre proposte, tutte con due pince: la prima in cotone e lino rigato blu su sfondo ecrù, la seconda in cotone con risvolto in nuance militare e l'ultima in canvas di cotone con disegno damier e check rosso. Stessa storia per l'azienda padovana GTA, che, fedele alla propria sartorialità, ancora oggi non rinuncia a passaggi manuali, gli stessi che un tempo permettevano di realizzare capi a regola d'arte. Bayron, ad esempio, è un pantalone in lana lavata tinto in capo «al passo coi tempi»: una pince, cavallo leggermente abbassato, lungo cinturino di chiusura, da portare senza cintura, e risvolto.

Il denim? Rappresenterà sempre la storia e il futuro. È un materiale senza frontiere di età, confini sociali ed economici, che esprime libertà ed energia. Tra le novità della prossima stagione, la linea RR's di Roy Roger's, una capsule di jeans in 8 lavaggi, con sproni interni in tessuti per cravatteria, provenienti da una storica azienda inglese, e con le salpe realizzate con ritagli di veri tappeti indiani. Per Gas, invece, il denim incontra Savile Row nelle impunture manuali, mentre l'artigianalità diventa strumento d'innovazione nelle lavorazioni dipinte a mano e nel jeans con cimose a vista, effetto smoking.

Non è finita qui. Durante la kermesse lo store Liu Jo Uomo di Firenze ospita il nuovo jeans in denim cimosato stretch, un materiale nobile e raffinato, lavorato con telai speciali che producono una pezza di larghezza inferiore a quelli industriali. Per rappresentare le caratteristiche di questa innovativa ed elastica tela, Liu Jo Uomo ha realizzato un video in collaborazione con Giuseppe Siracusa, campione italiano di Pole Sport e Pole Dance, disciplina fitness che prevede performance coreografiche. Da oggi il video viene proiettato nella vetrina dello store di Via Roma 24, mentre all'hotel L'Orologio Rifle, marchio storico del denim toscano nato nel 1958, presenta la collezione primavera estate 2017 con una mostra fotografica di Giovanni Gastel. I classici 5 tasche e i pantaloni chinos si animano davanti all'obiettivo di Gastel in un gioco di allusioni e riferimenti ai grandi artisti del '900, come Domenico Gnoli, Giuseppe Capogrossi e Alberto Burri.