«Mai preso soldi da Fiorani Ora lo denuncio»

da Genova

«I miei avvocati stanno leggendo le 1.500 pagine degli interrogatori di Gianpiero Fiorani in carcere e, se ci saranno gli elementi, ho già dato loro mandato di procedere con una querela per calunnia. Non ho mai preso denaro da lui. Ciò che dice è falso»: lo ha ripetuto ieri il senatore di Forza Italia, Luigi Grillo.
«Perché Gianpiero Fiorani mi ha tirato in ballo facendo queste affermazioni? Andatelo a chiedere a lui», ha risposto indispettito Grillo. All’incidente probatorio di venerdì anche i 70 indagati potrebbero chiedere di interrogare l’ex numero uno di Bpi. Ma Grillo non ha rivelato se presenzierà all’appuntamento: «Valuterò con i miei avvocati». Parlando dei suoi rapporti con Fiorani, il senatore ha detto: «L’ho conosciuto due anni e mezzo fa perché voleva comprare la Cassa di risparmio della Spezia attraverso l’acquisizione col Banco di Chiavari. Il suo progetto era secondo me anche interessante, perché voleva creare una banca robusta nel Levante ligure. Poi il cda della Cassa di risparmio e della Fondazione, dove ci sono persone che tutti dicono essere miei amici, visto che sono nato lì, ha deciso di fare l’aggregazione con la Cassa di risparmio di Firenze».
Proseguendo con la descrizione delle sue frequentazioni con Fiorani Grillo ha aggiunto: «A me è parsa una persona brillante, molto dinamica. Era considerato da tutti come una risorsa del sistema. Era un banchiere emergente, circondato da molta credibilità, apprezzato dall’intero sistema bancario». Incalzato dalle domande sul cosiddetto patto dello Sciacchetrà il senatore ha affermato: «A quella colazione a Palazzo Chigi non eravamo presenti solo io, Fazio e Berlusconi, c’erano altre persone. Nelle sedi dovute lo chiarirò, così potranno testimoniare cosa ci siamo veramente detti. Sui giornali di allora c’era scritto chi era presente. Ve lo assicuro, con quei ritagli mi ci sono fatto un quadro».