Mai succiato la creta al pollo coi pinoli?

Vianello (truccato da Mario Soldati, con basco, occhiali e sigaro): «Avete qualche piatto genuino caratteristico della zona?»
Tognazzi: «Come no! G’avemo la famosa “creta al pollo”».
V: «Vorrà dire “il pollo alla creta”!».
T: «No, no. Mi g’ho dito giusto: “creta al pollo” perché qui all’osteria della Pesa, g’avemo, caro sior, una creta speciale, burrosa, di grana sopraffina che l’è un piaser a saperla cuocer a puntino... Vede, questo x’è il “bugnon”, il bugnon della creta...». Prende il blocco di creta e comincia a lavorarlo come fosse della pasta. «Ecco ora cominciamo a lavorarlo fino a quando il bugnon g’ha la durezza giusta... così... poi lo infarsemo con zibibbo e pinoli, così vede, sior?».
V: «Vedo, vedo».
T: «Quando il bugnon g’ha la lievitazione giusta si prende un pollo già preparato come questo... vede... ». Poi prende un pollo già vuotato e lo comincia a riempire con la creta. «E si riempie piano piano con la creta della Pesa. Riempito il pollo si passa alla cottura... un’ora di fuoco vivo di legna d’ontano».
V: «Ah! Occorre la legna d’ontano?».
T: «Noi della valle del Marturello diciamo: “Legna d’ontano e fiamma vicino”. Dopo un’ora di cottura la “creta al pollo” è pronta... La mi scusi un istante. Ecco, sior, questa x’è la “creta al pollo” già cotta, vede come si presenta?».
V: «L’odore è meraviglioso e credo anche il sapore. Posso assaggiare una coscia?».
T: «Ma lei x’è mato! Il pollo non se magna: se butta... Io lo taglio così e poi lo butto». Taglia il pollo dal quale estrae il blocco di terracotta che deposita su un vassoio. «Ecco, vede il “bugnon” della creta cotto alla perfezione».
V: «E questo ora si mangia».
T: «Se l’è capace sì!»
V: «Perché?».
T: «Perché la creta al pollo quando l’è cotta l’è dura come l’acciaio... ».
V: «E allora cosa se ne fa?».
T: «Mah... Non lo sappiamo bene neanca noi... Qua nella valle del Marturello la succiano...».
V: «La succiano?».
T: «Sì la succiano perché la sa un po’ de pollo».
V: «Ma la succhiano come? Come una grossa caramella?».
T: «No, no come la regolisia calda. Proprio come la regolisia calda!».
V: «E poi?».
T: «E poi la si può adoperare come fermacarte, oppure come puntelo».
V: «Puntelo?».
T: «Sì, per puntellare le ruote dell’automobile quando la ferma sulle pendici della valle dell’Adige». Offre un blocco di terracotta a Vianello. «Questa se la permette gliela regalo per ricordo dell’osteria della Pesa del borgo Pescaione perché la faccia conoscere in tv il vero cibo genuino del Marturello».