«Mai venduto i bambini» Ma ora indaga la Procura

Scovato, smascherato, costretto a confessare e ora anche denunciato. Dopo le dichiarazioni del vigile urbano 46enne Raimondo T. davanti alle telecamere di «Striscia la notizia» la squadra investigativa della polizia municipale ha notificato alla Procura della Repubblica un rapporto nel quale l’agente è accusato, in qualità di presidente dell’associazione Centro studi italo ucraino e referente dell’organizzazione «Madre surrogata» (www.madresurrogata.com) di aver lucrato sul commercio di uteri in affitto con una rete organizzata a Kiev «(...) violando la legge (...) che punisce la pubblicizzazione e la surrogazione della maternità».
«Comportamenti puniti con una detenzione da 3 mesi a due anni e una multa da 600mila a un milione di euro» ha ricordato ieri il vice sindaco Riccardo De Corato, ringraziando il comandante dei vigili Tullio Mastrangelo e i suoi uomini e sottolineando che per la gravità dei fatti contestati è stata avviata nei confronti del ghisa in questione un’azione disciplinare.
Intanto Raimondo T., al telefono dal suo appartamento al quartiere Stadera, dichiara di aver già incaricato un legale del quale, assicura, tutti coloro che, a suo parere, l’avrebbero diffamato, presto avranno notizie. «Io non devo discolparmi di un reato che non esiste e che non ho commesso - ci ha spiegato alterato ma composto il vigile -. “Striscia la notizia” lancia la bomba e poi tutti corrono dietro a una notizia falsa. La mia coscienza è completamente a posto: i colloqui con gli inviati del tg satirico di Antonio Ricci sono durati molto di più di quei filmati estrapolati e mandati in onda per il grande pubblico. Come vedete, però, non sono scappato, mi sono messo a disposizione di tutti coloro che mi hanno cercato. Credete che se davvero avessi commesso un reato, davanti a Max Laudadio e alle telecamere, sarei rimasto così tranquillo? I giornali mi hanno più volte intervistato e fatto parlare della nostra associazione... Guardate su internet! Guardate chi sono e come si parla di me!». E il vigile cita un articolo uscito lo scorso gennaio sul settimanale «Il Venerdì» del quotidiano «La Repubblica» intitolato «Gli italiani che vanno in Ucraina per cercare un utero in affitto» nel quale il nostro agente della polizia municipale è stato intervistato dall’inviato Riccardo Staglianò proprio in qualità d’intermediario milanese del Centro studi italo ucraino di Kiev ( presieduto dalla moglie, l’ucraina Olga Zakharova) dove molte donne vengono pagate per portare avanti una gravidanza altrui «ospitando» seme e ovulo. Una pratica illegale - «ma solo in teoria» si precisa nel servizio - per la legge italiana. Un’inchiesta nella quale il vigile racconta al giornalista di aver assistito coppie truffate da intermediari trovati su internet e poi dileguatisi dopo aver intascato un bell’acconto. «Mai pagare in anticipo» ammoniva Raimondo T. nel gennaio scorso. Del resto, l’importante è che il denaro arrivi se è vero, come ha dichiarato lui stesso a «Striscia», che sul suo conto bancario sarebbero transitati ben 480mila euro.