Mai una vittoria ma soltanto la «consolazione» dell’ultimo posto

Il Tour de France 2011 si conclude nel modo più scontato. Nel giorno del trionfo di Cadel Evans, al primo trionfo nella Grande Boucle, Mark Cavendish si aggiudica in volata l’ultima tappa, la Creteil-Parigi di 95 chilometri. Per il velocista britannico della Htc è il quinto successo in questa edizione del Tour: nello sprint sugli Champs-Elysées Cavendish ha preceduto il norvegese Boasson Hagen e il tedesco Greipel.
È stato un Tour de France opaco, senza lampi, per gli italiani, che il 2 luglio scorso erano partiti invece con ambizioni da podio. Senza maglia gialla né vittorie di tappa e neanche un posto sul podio, il bilancio resta magro. Solo consolazione, due piazze nella top 10, per Ivan Basso e per Damiano Cunego.
Un Alessandro Petacchi in crisi sfiora la vittoria due volte, ma non concretizza: bilancio amaro dopo che l’anno scorso era salito in maglia verde sul podio di Parigi. Tra le giovani speranze del nostro ciclismo si fa applaudire dal pubblico del Tour Adriano Malori, 23 anni, protagonista della tappa di Lisieux (6ª) per una fuga solitaria e lunghissima di 216 km. L’impresa vale il numero rosso del miglior combattivo al giovane campione italiano a cronometro in carica, che, a Grenoble, chiude 23° davanti a Andy Schleck. È italiano il corridore che chiude la classifica, 167° con un ritardo di 3 ore, 57 minuti e 43 secondi sul leader. Si tratta del ciclista della Liquigas Fabio Sabatini che vince dunque simbolicamente la famosa «lanterna rossa», una tradizione vecchia quanto il Tour, equivalente di quella che fu per anni la Maglia Nera per il Giro. Da notare che la eredita da un altro italiano, proprio da Malori, che è considerato il futuro del nostro ciclismo, 91° in classifica.