Maiale alla diossina, allerta anche in Italia

L’allarme lanciato dall’Irlanda: rilevato un livello di contaminazione
100 volte superiore ai limiti consentiti. Nel nostro Paese importate
2000 tonnellate di carne nel 2008. Ma il ministero rassicura: non sono
nei supermercati. <strong><a href="/a.pic1?ID=312659">Coldiretti: serve l'etichetta d'origine</a></strong>

Milano - Ha raggiunto anche l’Italia l’allarme per la carne di maiale contaminata dalla diossina prodotta in Irlanda. Anche noi risultiamo nella lista dei Paesi che hanno importato questo tipo di prodotto e quindi, dopo l’allerta della Commissione Europea, ieri sono scattati anche da noi i primi controlli. L’ordine del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ai Nas e ai servizi veterinari delle Regioni è chiaro: sequestrare in via cautelativa tutte le partite di prodotti di carne suina giunte in Italia dall’Irlanda a partire dal primo di settembre, sia essa fresca, congelata, o lavorata.

Questa nuova emergenza nella catena alimentare ha come protagoniste alcune partite di carne di maiale irlandese contaminate da diossina. È ancora troppo presto per conoscere con precisione la fonte della contaminazione (anche se la causa più probabile è un mangime), ma per ora si sa che sono stati rilevati livelli di questa sostanza di cento volte superiori ai limiti consentiti, tanto che sono scattate immediatamente tutte le misure di allerta rapide della sicurezza alimentare europea.

«Non si può parlare di allarme - chiarisce subito Silvio Borrello, direttore generale della sicurezza, degli alimenti e della nutrizione del Ministero - perché i quantitativi di carne di maiale che l’Italia importa dall’Irlanda sono modesti». I sequestri comunque, sono già iniziati e «continueranno nei prossimi giorni nonostante il periodo festivo». Di fatto, l’import di carne dall’Irlanda non è destinato ai supermercati italiani, ma soprattutto alla lavorazione. «Mi sarei preoccupato di più - ha ammesso Borrello - se l’allerta fosse stata data per le carni bovine da Olanda e Belgio, Paesi dai quali ci sono flussi maggiori».

La Coldiretti infatti, ha reso noto che in Italia le importazioni dall’Irlanda di carne di maiale fresca, refrigerata e congelata ammontano a una quantità di 1,7 milioni di chili nei primi otto mesi del 2008, con un calo del 20 per cento rispetto alle quantità dell’anno precedente. Sono nove gli Stati dell’Unione coinvolti: oltre all’Italia, Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Francia, Germania, Danimarca, Polonia e Svezia, a cui vanno aggiunti Svizzera, Canada, Stati Uniti, Giappone e Russia. Ma Dublino avverte: i Paesi coinvolti potrebbero essere anche 25.

Per ora, dalle indagini condotte dalle autorità irlandesi sembrerebbe che all’origine della contaminazione ci sia un mangime che è stato utilizzato in alcuni allevamenti a partire dallo scorso settembre. Da Bruxelles intanto arrivano notizie rassicuranti: secondo le informazioni rilasciate dalla Commissione europea, infatti, non più del dieci per cento della carne di maiale irlandese sarebbe stata contaminata. Intanto, il governo irlandese ha già ritirato tutti i prodotti di origine suina «made in Ireland», anche se l’agenzia per la sicurezza alimentare del Paese ha specificato che a provocare la contaminazione sarebbe stata solo una partita di mangime.

Il primo obiettivo delle indicazioni ministeriali è quello di rintracciare le partite prodotte dal primo di settembre e metterle in sicurezza, solo in un secondo momento - fanno sapere da Roma - si deciderà se distruggerle o sottoporle ad analisi potendo contare su «una rete di laboratori specializzati - ha spiegato Borrello - dal centro di referenza nazionale di Teramo ai laboratori di Roma e Brescia». Per Coldiretti, quest’ultimo allarme alimentare non fa che sottolineare la necessità «di estendere immediatamente l’obbligo di indicare la provenienza anche nell’etichetta della carne di maiale, proprio come è già stato fatto per quella di pollo e quella bovina, dopo le emergenze aviaria e mucca pazza».