UNA MAIL? LESA MAESTÀ

«Chi è un carabiniere? O forse un poliziotto in borghese? No, è Super 20». Il Supereroe che vuole rimanere anonimo e che osserva tizi sospetti sulla sugli autobus. Riccardo (il nome è di fantasia perché lui non vuole farsi riconoscere), sulla trentina, è un ragazzo disoccupato alto 180 centimetri di corporatura robusta. Orecchino al naso e sul lobo dell’orecchio, con una fascia a tenere i capelli. Il bomber nero e un casco da moto portato in mano. Riccardo passa parte della sua giornata sulle linee Amt 18 e 20 ed è diventato il paladino dei pendolari di questi bus. L’ultimo salvataggio l’ha fatto ieri pomeriggio intorno alle 17 quando, all’altezza della prima fermata di via Venti, sul 20, ha «beccato» due nordafricani che avevano sfilato il portafogli ad un anziano. L’ha bloccati al momento della discesa recuperando la refurtiva, mentre i due sono scesi dal bus interdetti dal fatto. A quel punto tutto l’autobus si è rivolto a Riccardo salutandolo e ringraziandolo per l’ennesimo colpo sventato. «Bravo Riccardo, grazie ancora una volta ci hai salvato». «Grazie, continua a difenderci», «Riccardo se non ci fossi tu saremo tutti più poveri qui dentro». Sono i commenti delle persone, giovani e anziane, che con Riccardo sembrano aver trovato il loro Supereroe.