La Maiolo: «Ferrante non ha cacciato gli abusivi»

Il sindaco: «La Moratti è persona seria, dopo la Finanziaria saprà fare la scelta giusta»

Chiara Campo

«Niente induce al successo come il successo». A questa conclusione, il sindaco Gabriele Albertini ammette di esserci arrivato con gli anni. «Ci sono sondaggi - sostiene - che sono indagini demoscopiche, e altri che sono propagande, dipende con quali criteri sono stati impostati». Non lo dice apertamente, ma Albertini mette certamente nella seconda categoria quello pubblicato ieri da Renato Mannheimer sul Corriere, e che vedrebbe l’ex prefetto Bruno Ferrante in vantaggio sul ministro all’Istruzione Letizia Moratti nell’ipotesi di una sfida alle prossime comunali. «Non dico che i sondaggisti che fanno propaganda non siano professionali - precisa -, lo sono più di altri, perché pongono le domande in modo tale che l’esito effettivo della risposta sia quello desiderato, e che un candidato abbia più vantaggio sull’altro proprio per indurre a votare per il successo. La massa attira altra massa». Non risponde invece agli attacchi di Ferrante, che ha criticato l’«amministratore di condominio»: «Non è ancora candidato, deve ancora superare le primarie dell’Unione e poi, forse, le secondarie, che saranno ancora più impegnative».
Intanto, Ferrante è già lanciatissimo nella campagna per le primarie. Domani si troverà di fronte ai candidati-rivali dell’Unione, Dario Fo, Davide Corritore e Milly Moratti, nel sit-in antismog organizzato dai Verdi in largo Cairoli. E ieri in un’intervista a Telenova ha già messo in chiaro che, in caso di vittoria alle primarie, presenterà «una lista civica. Penso che si debba creare un cartello civico che comprenda, oltre ai partiti del centrosinistra, anche le associazioni e i gruppi della società civile». Ha spiegato di volersi rivolgere al mondo cattolico e ha anche chiesto l’appoggio all’elettorato «socialista e radicale». Sta già pensando «a un assessorato per l’immigrazione e la coesione sociale» e invita «gli immigrati, che costituiscono il 14% della popolazione milanese, a votare per le primarie perché si sentano parte della città». Elogia il suo «rivale» alle primarie Dario Fo («una persona di qualità»), mentre della possibile sfidante alle comunali si limita a considerare: «Non so se la Moratti si candididerà o meno, posso solo dire che io ho scelto con molta decisione di candidarmi, non ho avuto nessun tentennamento».
A difendere l’attesa del ministro nel pronunciare il fatidico «sì» - ha sempre ribadito di voler attendere l’approvazione della Finanziaria per sciogliere le riserve - è il sindaco Albertini, che auspica da tempo di poter fare il baciamano alla sua «erede». «Credo che la Moratti sia una persona seria, e soprattutto davanti a responsabilità gigantesche voglia prendersi il giusto spazio di riflessione, soprattutto per completare con la convinzione di sempre la riforma, anche presidiando gli investimenti pubblici fino all’ultimo momento». Quando sarà conclusa anche questa operazione, è convinto Albertini, «avrà la serenità per prendere una decisione più nitida, perché non sarà in contraddizione con il suo ruolo di ministro, che ha fatto con molto impegno e capacità: criticabile finchè si vuole, ma ha realizzato la riforma della scuola più significativa dal 1923, con il nome del filosofo Gentile».
A sferrare un attacco pesante all’ex prefetto candidato è invece l’assessore comunale alle Politiche sociali, Tiziana Maiolo, che invita «il dottor Ferrante», a verificare l’attività del suo assessorato: «Se ritiene che in questi anni non abbiamo fatto politica sull’immigrazione e per l’integrazione, vuol dire che era troppo impegnato nella sua attività di “apertura tavoli”. Ci sono sgomberi mai fatti e 28mila pratiche d'invalidità ferme in prefettura. Desidero ricordare che 47 interventi su 2.926 occupazioni abusive sono una percentuale ridicola. Non pensi solo ad aprire tavoli, ma a risolvere i problemi dei cittadini».