La «maison» Ferrè

Abiti, bozzetti, disegni, foto, lettere: la Fondazione intitolata allo stilista aprirà uno spazio in zona Tortona, il nuovo «fashion district» di Milano

Aperta a tutti, ampia e adatta ad accogliere l'immenso lavoro che, negli anni, l'architetto Gianfranco Ferrè ha sapientemente realizzato: disegni, bozzetti, capi da sfilata, foto, documenti. La neonata «Fondazione Gianfranco Ferrè», dedicata al grande creativo lombardo scomparso lo scorso giugno, è in cerca di una casa e i suoi promotori ne sono convinti: non può che essere in zona Tortona. Quell'area che, al di là del brutto ponte di ferro della stazione di Porta Genova, è ormai per tutti (stranieri in primis) un marchio di fabbrica: è il distretto più cool di Milano, quello dove opera il «Superstudio Più», dove imperversa il design (non solo durante la settimana del Salone del Mobile), dove arte contemporanea, architettura, moda e fotografia sono vicine di casa. Si è trasferito da queste parti lo scultore Arnaldo Pomodoro con la sua Fondazione e in via Bergognone, nelle ex fabbriche della Nestlé, Giorgio Armani ha allestito i suoi uffici e messo in mostra affollatissime passerelle. Non solo: è qui, al civico 46, che anche il gruppo Armani intende creare una casa-museo per ospitare l'immenso archivio che raccoglie i 35 anni di lavoro del grande stilista. «Il nostro obiettivo è di creare un museo aperto a tutti, ma i tempi di ristrutturazione degli spazi sono lunghi. Abbiamo appena cominciato», spiegano dalla maison.
Del resto, tutto il gruppo di Diego della Valle è in zona così come la Diesel di Renzo Rosso per non parlare di Ermenegildo Zegna, perché è qui, dove un tempo c'erano la General Electric e la Riva Calzoni, dove si erigeva, maestosa, la grande industria e ora invece è di casa l'industria delle idee, che la Fondazione Ferré vorrebbe trovare un proprio spazio. «Saremmo lieti se il comune potesse individuare una sede in uno degli edifici che giacciono in apparente abbandono - commenta Rita Airaghi, direttrice generale della fondazione -: siamo consapevoli che ci vorranno tempi lunghi, ma pensiamo che in quell'area si possa trovare un luogo adeguato dove esporre, toccare, studiare le creazioni di Ferré».
«Ne parlerò domani (oggi per chi legge, ndr) al sindaco Moratti: c'è un preciso impegno del comune per trovare alla Fondazione Ferré uno spazio adeguato in zona Tortona, un quartiere che sta avendo un enorme sviluppo e che per questo risponde appieno a quello che è da sempre “lo stile Ferr锻, commenta l'assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo. È ancora impossibile prevedere se la sede più adatta sarà quella dell'Ansaldo, ma di certa c'è la vorticosa evoluzione di un quartiere che si è a pieno titolo conquistato l'appellativo di fashion district: «Tanto è vero che bisognerà ripensare il nostro progetto di Città della Moda a Garibaldi-Repubblica: è evidente che la migliore creatività ha trovato casa in zona Tortona, mentre nel quartiere nascente potremmo ipotizzare un polo dell'artigianato e dell'arte sartoriale che tanta importanza riveste nel settore della moda», conclude la Maiolo.
È nel distretto più fashion di Milano che la Fondazione Ferré, seguendo una tendenza che lega sempre più a doppio filo moda e arte contemporanea, auspica uno spazio dove realizzare grandi mostre ed eventi, oltre che ospitare il ricco archivio della maison. «Quanti i pezzi in nostro possesso? Migliaia - spiega Rita Airaghi -. Sarà necessario un ampio lavoro di catalogazione e selezione dei capi più significativi per permettere agli appassionati di moda, agli studiosi e soprattutto ai giovani, in cui tanto credeva Ferré, di accostarsi alla creatività di questo grande stilista».