Majorino suona il requiem al Pd «Tutta la sinistra in un gruppo»

L’onda arancione rischia di sommergere (e affondare) il Pd. Tra i testimonial di un unico grande movimento del centrosinistra milanese c’è l’assessore al Welfare Piefrancesco Majorino, che nella lite interna ai Democratici tra Stefano Boeri, neo-rottamatore, e il segretario provinciale Roberto Cornelli si è schierato apertamente con il primo. «Il Pd è carente, lento, gli assessori vorrebbero un partito che stesse un passo avanti a loro non un passo indietro» afferma Majorino. E ieri davanti alla platea dei «Comitati civici x Milano», il movimento arancione coordinato da Paolo Limonta, ha proposto di creare «entro pochi mesi» un gruppo unico di maggioranza «a Palazzo Marino e nei consigli di zona». Via d’uscita contro il rischio di divisioni di partito e di fazione. «É necessario - sostiene Majorino - che la coalizione di centrosinistra debba poter parlare con un’unica voce». La capogruppo del Pd Carmela Rozza archivia secca la proposta come «una boutade, i processi politici di questo tipo si costruiscono non si improvvisano». Il partito (almeno all’apparenza) ostenta sicurezza, «non temiamo che il Pd si possa sciogliere in un movimento arancione», anche perchè «con il 28% dei votii» nell’ipotesi di un gruppo unico la gestione non sarebbe in discussione, «semmai dovrebbero preoccuparsi i partiti più piccoli». Non la pensano tutti così. «Non sono contrario a priori all’ipotesi, anzi, l’idea è innovativa non esiste ancora in Italia - fa presente il consigliere di Sel Mirko Mazzali -. Ma rimane il problema di stabilirne la gestione, a partire da chi la dirige. E non darei per scontato i Democratici che non sono certo monolitici».