Mal di stomaco, si paga di nuovo Medici di base in lite con la Regione

Mentre la Regione torna a riproporre la delibera bocciata dal Tar che impone di usare un farmaco generico prestabilito per il mal di stomaco (e di far quindi pagare chi vuole usare la medicina tradizionale), tra medici di base e assessore è di nuovo scontro. Sempre per quel progetto di creare le «associazioni» di dottori. Cioè per offrire ai pazienti un medico sempre disponibile, una sorta di sostituto sempre presente in studio. L’idea è semplice e utile ai cittadini: due, tre o più medici si mettono d’accordo per «scambiarsi» i pazienti, per consentire a chi si affida alle loro cure di trovare sempre uno dei medici del «gruppo» in grado di offrirgli assistenza.
Il 29 marzo scorso, in Regione, sembrava fatta. I medici di base esultavano per l’accordo raggiunto. E a sorpresa era l’assessore Claudio Montaldo a frenare. Oggi è il contrario. «La Regione si è già rimangiata tutto - protesta il dottor Angelo Canepa, della Federazione medici medicina generale -. Resteremo l’unica regione d’Italia a non avere questa opportunità per i nostri pazienti. La cosa grave è che la Regione vuole subordinare l’approvazione del progetto ad altre cose come l’abbattimento delle liste d’attesa, il risparmio della spesa farmaceutica, l’offerta di alcune analisi in ambulatorio come l’elettrocardiogramma, la spirometria, le analisi a chimica secca». E Montaldo? Cade dalle nuvole. «Veramente abbiamo fatto un passo decisivo in avanti, non indietro - si stupisce -. Il progetto sui medici di gruppo diventerà argomento di giunta la prossima settimana. E retroattivamente dal 1° aprile saranno riconosciute le associazioni di medici». I dottori chiedono perché condizionare il «sì» a questi altri obiettivi. «E io rispondo: perché no? - replica l’assessore -. Mi sembra siano richieste giuste e utili a tutti per il risparmio della spesa sanitaria». È vero che volete chiedere indietro ai medici quella parte di indennità che ricevono per l’assunzione di infermieri o segretarie di studio e che non va per intero a coprire la spesa? «Sì, è nostro compito chiedere conto di come vengono usati i soldi pubblici», ammette Montaldo. Anche se si tratta di un’indennità, di una quota a forfait, non di un rimborso spese? «Sì».
Ma le novità in campo sanitario non si esauriscono qui. Ieri la giunta ha riapprovato la delibera sui farmaci generici «inibitori della pompa protonica», le tanto contestate medicine per il mal di stomaco. Il Tar aveva bocciato la scelta della Regione di concedere l’esenzione solo a chi usa il farmaco generico scelto dalla Regione e di far pagare chi si fa prescrivere quello tradizionale. Montaldo però ha ripresentato la delibera, correggendola nelle parti contestate dal Tar. Ci sarà una commissione di gastroenterologiche, in collaborazione con Farmindustria, monitorerà la sperimentazione e soprattutto sono state precisate le modalità su come i medici potranno comunque prescrivere, gratuitamente, il farmaco non generico ai loro pazienti in caso di necessità. Per ottenere il farmaco di marca senza pagarlo occorrerà una scheda compilata dal medico di base che motiva la scelta, oppure, nel caso la prescrizione ospedaliera, una dichiarazione di «non sostituibilità» firmata dal dottore. Sempre nell’ottica dei risparmi sulla spesa sanitaria, ieri è stata varata al San Martino la sperimentazione della dose unica del farmaco.