«Mala Tempora» al Premio Tenco

Mentre i suoi coetanei andavano al mare o a giocare a pallone lui stava lì, in chiesa, seduto all’organo seguendo le direttive della sua insegnante, un’austera ma tenera giapponese sempre vestita di rosa. Un sacrificio grosso per un bambino di poco più di otto anni, ma ne è valsa la pena. Perché quello stesso ragazzo, oggi ventiduenne, domani sera salirà sul palco di Sanremo per partecipare al Premio Tenco come giovane proposta scelta al Club Tenco.
Per Paolo Simoni, nativo di Comacchio, sarà proprio una giornata tutta speciale, perché sempre domani uscirà anche il suo album d’esordio «Mala Tempora». Un po’ un ritorno, il suo, a Sanremo, dal momento che nel 2000 ha partecipato all’Accademia della Canzone.
Domani sarà per te un gran giorno, il coronamento di una sogno. Come ti senti?
«Un’emozione grandissima. Quando ho saputo che mi sarei esibito con artisti del calibro di Edoardo Bennato, Sergio Cammariere e Carmen Consoli, ma ci sono anche Ardecore, Ginevra de Marco, Ricky Gianco, Mauro Ermanno Giovanardi, Max Manfredi, Morgan e Skiantos, mi è venuto quasi un colpo».
Cosa canterai? «Eseguirò il brano Pianeta Wonderful, un viaggio nel mondo dei sogni che è una celebrazione della vita, brano che chiude il mio album. Poi la Ballata dei Giornali Femmninili di Luigi Tenco».
Perché un titolo così cupo per il tuo primo disco? «I brutti tempi di Mala Tempora esistono davvero. Basta guardarsi un po’ intorno: rapporti umani inquinati, arrivismo spietato. Ma c’è un ma. Come diceva qualcuno “invece di maledire il buio è meglio accendere una candela“. E io sto proprio cercando quella candela».
Insomma Mala Tempora ( tre anni di lavoro, atmosfere acustiche, tentativi jazz, rock e reggae) come punto di partenza. E un trampolino non da poco: il Premio Tenco.