MALACALZA CONTRO LA MALAINDUSTRIA

L’immagine è abusata, ma è l’unica che fotografa alla perfezione quello che rischia di succedere nell’industria genovese: il transatlantico sta affondando e l’orchestrina continua a suonare sul ponte, con tanto di signori che ballano. E, per l’occasione, visto che si parla della Fincantieri di Sestri Ponente che costruisce quelli che sono universalmente riconosciuti i migliori transatlantici del mondo, il parallelo non è nemmeno particolarmente forzato.
Gli scioperi di questi giorni nei cantieri di Sestri, formalmente, sono contro il pugno di ferro della vigilanza interna e contro le violazioni dello statuto dei lavoratori. Ma, nei fatti, se non nelle intenzioni, finiscono per legittimare comportamenti assolutamente ingiustificabili, tutti rigorosamente tenuti in azienda e tutti rigorosamente in orario di lavoro: c’è chi si fa la tintarella; chi pesca con fucili da sub; chi consuma o spaccia droghe (leggere, per carità); chi si porta a casa spolette di rame e chi gioca allo scambio del badge segnapresenza con i colleghi. Tutta roba che il sindacato, formalmente, condanna. Ma che, con gli scioperi, di fatto, rischia di giustificare. Ripeto, al di là delle intenzioni. Ieri, ad esempio, si è replicato per contestare le dichiarazioni di un dirigente dell’azienda.
Credo che siamo sull’orlo del suicidio. Se trattiamo così Fincantieri, che è una delle aziende d’eccellenza della città e uno dei maggiori datori di lavoro, forse si fa prima a consegnare le chiavi, ad arrendersi e a dire che è vietato fare l’imprenditore in Italia.
Ecco, io penso che debba essere anche questo il ruolo del presidente di Confindustria Genova. E, nel silenzio assordante della gestione attuale, trovo che la candidatura di Vittorio Malacalza possa essere davvero quella giusta per dare a Confindustria una guida forte e capace di essere soggetto e non complemento oggetto della gestione della città. La storia personale, l’equilibrio, la capacità di tessere rapporti umani e politici di Malacalza, sembrano essere un’ottima garanzia perchè si apra una nuova stagione, anche nelle relazioni industriali a Genova, a partire da quelle legate al mondo delle industrie ex Iri. E proprio il nome e la storia di Malacalza garantiscono che la sua non sarà una candidatura «contro» il mondo portuale, ma «anche per» il mondo portuale. Proprio quello di cui ha bisogno Genova per non affondare sul Titanic metalmeccanico.