A Malafede una nuova fermata della Roma-Lido

Una nuova fermata della linea ferroviaria Roma-Ostia Lido, un asilo nido da 60 posti e un rifacimento di via Malafede, che attraversa la Cristoforo Colombo e la via del Mare. Questi i progetti che saranno realizzati a partire dal prossimo anno nel Municipio XIII, grazie all’approvazione ieri in consiglio comunale di una delibera che di fatto prevede la costruzione di opere nella zona Giardino di Roma-Malafede, per un importo complessivo di circa sette milioni di euro. Tutti a carico di una società privata, la Roma Ovest costruzioni edilizie spa, che in cambio potrà usufruire del passaggio da non residenziale a residenziale di un’area già di sua proprietà di 56mila metri cubi. Passaggio che fa aumentare notevolmente il valore di tutta la zona.
Nel dettaglio la nuova fermata della linea ferroviaria, che sarà costruita fra Casal Bernocchi e Vitinia, costerà circa 3,8 milioni di euro, mentre per le opere di rifacimento e di adeguamento di via di Malafede, che comprendono anche la realizzazione di un impianto ora mancante di illuminazione stradale verranno spesi circa 1,5 milioni. I restanti 1,7 milioni saranno destinati al nuovo asilo nido, inserito in una delle zone dove si registrano fra le più cospicue liste d’attesa.
È soddisfatto del voto espresso dall’aula Giulio Cesare Davide Bordoni, consigliere di Forza Italia, partito che, come lui stesso dichiara, «ha dato un contributo decisivo seguendo da vicino e costantemente tutto l’iter burocratico e tecnico per arrivare a ottenere il risultato odierno». «Con queste opere - sottolinea Bordoni - ci sarà un notevole miglioramento della qualità della vita di circa 10mila cittadini che potranno usufruire di importanti servizi pubblici nel quartiere». Bordoni, ex presidente del XIII municipio, definisce quel risultato «un punto di partenza e non d’arrivo», ottenuto «però completamente a carico di un privato e non del Comune e quindi di tutti i contribuenti. E senza che vi sia stato un aumento di cubature». Il cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale, infatti, non lo prevede.
Al voto ieri in aula si è arrivati senza che il municipio XIII abbia espresso, come di solito accade in questi casi, un giudizio di parte sull’oggetto della delibera. «Prendiamo atto con rammarico del comportamento tenuto da quel municipio - conclude Bordoni - che denota la poca capacità da parte del suo presidente di controllare in maniera capillare il territorio e di svolgere la necessaria attività».