«Malagol» si prepara al derby, ma la maglia diventa blucerchiata

Al Chievo potrebbe andare il difensore Domizzi, Zotti arriverà in prestito. Primo giorno di allenamenti della squadra a Bogliasco

Federico Casabella

A piccoli passi, la Sampdoria sta sistemando il suo organico. Manca solo l'ufficialità, ma, da ieri pomeriggio la difesa della Samp può vantare un nome nuovo: Marco Malagò. Infatti, l'amministratore delegato Beppe Marotta sta per chiudere la trattativa che potrebbe portare nuovamente a Genova il difensore veneziano. Sì, perché Malagò, il capoluogo ligure lo conosce bene, avendo vestito per quattro stagioni consecutive (dal 1999/2000 al 2003/2004) la maglia del Genoa, trovando il suo anno di gloria alla corte di Franco Scoglio. Ventotto anni, 1,82 metri per 75 kg, vanta in carriera una lunga militanza nella serie cadetta. Da due stagioni è al Chievo dove non sempre è riuscito a trovare lo spazio adeguato. Arriva alla Sampdoria con la formula del prestito ed in cambio, al Chievo va Maurizio Domizzi, terzino sinistro che, dopo la stagione trascorsa al Brescia, non rientrava più nei piani della società ligure.
Ma la giornata di ieri è stata importante soprattutto per il raduno della squadra che, nel pomeriggio, ha cominciato gli allenamenti a Bogliasco. Sono arrivati insieme, dopo il ritrovo mattutino di Nervi, tutti i volti della Sampdoria 2005/06, accolti dal calore di circa 200 persone che hanno sfidato il sol leone.
Ed è tornato, abbronzato e grintoso come sempre, anche il capo cordata della squadra: Walter Alfredo Novellino. Per lui si tratta di una nuova sfida, di una nuova cima da scalare, una nuova bandiera da andare a puntellare su qualche vetta d'alta montagna: «Ci riproviamo, ogni anno si lavora per affrontare una sfida diversa, quella di quest'anno appare particolarmente entusiasmante». Si tratta di qualcosa di nuovo anche per lui, che di esperienza ne ha da vendere, ma l'Europa, da allenatore, non l'ha mai incontrata e gli stimoli per far bene, quindi, non mancano: «Lottiamo su tre fronti, giocheremo ogni tre giorni, sarà un'annata intensa, per questo va preparata adeguatamente». Ma per preparala bene, ci vogliono anche gli uomini giusti. Quella della Sampdoria, fino ad ora, è stata una campagna acquisti oculata, fatta senza spendere, ma mirata a sopperire alle carenze registrate lo scorso anno. Nessun grande botto, nessun nome d'effetto, «ma Marotta e Asmini mi devono ancora qualcosa - parla serio Novellino - mi aspetto ancora due innesti a centrocampo, due uomini di qualità sulle fasce che ci permettano di fare il salto di qualità». I tempi sembrano allungarsi, e i due uomini che si pensavano fossero presentati al raduno, ancora non si sono visti, «non ho fretta, attendo serenamente». Ma l'ossatura c'è già, non c'è bisogno di stravolgere nulla: «Palermo, Fiorentina e Roma, ora come ora, stanno facendo buone cose in fase di trasferimenti e sulla carta sono superiori a noi, ma state tranquilli, abbiate pazienza e vedrete che la società sistemerà tutto». Ma chi è già arrivato fa al caso dell'allenatore che è entusiasta di tutti: «Dalla Bona? Un ragazzo che regala qualità al gioco. Zauli? L'ho fortemente voluto io. Borriello? È la scommessa che dobbiamo vincere. Sala? Un difensore completo che ogni tanto la butta anche dentro».
Inevitabile ritornare sul rientro alla base da figliol prodigo di Bazzani, che andrà ad inserirsi di nuovo negli schemi del mister: «Per me l'attacco è a posto così. Sono contento che Fabio sia con noi, e che oggi i tifosi non lo abbiano contestato (per la verità qualche fischio al suo arrivo c'è stato ndr). È un nostro patrimonio, e per un "aziendalista" come me è anche un dovere puntare su di lui. Poi abbiamo Kutuzov e Borriello, per non parlare di Flachi, che ho visto dimagrito - scherza Novellino -, la davanti son contento così».
Da oggi si fa sul serio con un doppio allenamento e questa sera la grande festa del «Ferraris». Cancelli aperti per i tifosi dalle 19.30 nei settori distinti e tribuna.