Malagrotta, scontro aperto a sinistra

Claudio Pompei

Ambiente ed energia sono ormai il tallone d’Achille dell’Unione, al pari della questione fiscale. Se in tutto il Paese questi argomenti stanno convincendo anche gli indecisi a recarsi a votare il 9 e 10 aprile, nel Lazio la situazione è ancora più critica. La maggioranza di centrosinistra alla Regione è letteralmente in pezzi, tanto che Marrazzo continua a tacere su tutto, nel timore di provocare guai maggiori. Sul blocco dei lavori di riconversione della centrale Enel di Tor Valdaliga Nord, gli alleati dell’ex mezzobusto di Raitre si sono azzuffati tra loro provocando notevole imbarazzo per lo stesso Prodi che aveva preso l’impegno a far continuare i lavori. Marrazzo ha evitato di esporsi personalmente e forse il centrosinistra nutre l’esile speranza di una improbabile decisione del Tar che giunga a sbrogliare la matassa. Emblematica del clima di rottura, tenacemente perseguito dal «partito del no», è anche la analoga vicenda del gassificatore di Malagrotta: si tratta di un impianto in grado di produrre gas grazie alla combustione dei rifiuti. Una scelta obbligata per l’unica mega-discarica della capitale, paurosamente vicina al collasso totale. Tanto che i lavori per la realizzazione del gassificatore, autorizzati dalla precedente giunta di centrodestra, stanno andando avanti ormai dalla fine dello scorso anno. Finora nell'Unione tutti hanno finto di non sapere nulla. Eppure nel cantiere di Malagrotta, oltre agli operai al lavoro, c'è un cartello che spiega tutto. Adesso, invece, gli esponenti di punta del «partito del no», capeggiati dall'assessore verde Angello Bonelli, stanno cercando di mettere all'angolo Marrazzo. Il diktat è arrivato da Filiberto Zaratti, Alessio D'Amato e Maria Antonietta Grosso, rispettivamente capigruppo dei Verdi, di Ambiente e Lavoro e dei Comunisti italiani alla Regione, sotto forma di un documento firmato anche dai consiglieri Mariani, Luciani e Peduzzi che chiede l'immediato blocco dei lavori. E sulla questione è intervenuto anche il capogruppo della Lista Storace Fabio Desideri che ha presentato un'interrogazione. «La vera questione - ha spiegato Desideri - non è sostenere il sì o il no al gassificatore. Il problema ora è a monte, perché ancora non conosciamo la posizione della Regione che, su quello che sta avvenendo a Malagrotta, mantiene il più stretto riserbo. Abbiamo più volte sollecitato l'assessore all'Ambiente (per la precisione il 18 e il 26 gennaio, il 24 febbraio e il 15 marzo) anche chiedendo un confronto in aula, ma senza mai ricevere una risposta. Eppure in tutto questo tempo Bonelli non è mai stato parco di esternazioni alla stampa: è intervenuto su temi fondamentali come le dune di Capocotta, i tetti al mirtillo, le posidonie marine. Su Malagrotta dal 12 gennaio scorso, se ricordiamo bene, nessuna dichiarazione. Vorrei sapere - ha chiesto Desideri - quali atti o iniziative si intendano adottare per provvedere allo stato di emergenza ambientale di Malagrotta e Valle Galeria».