Malasanità in ospedale il 20% dei casi è colpa dei farmaci sbagliati

Il 20% degli errori sanitari in ospedale deriva soprattutto da sbagli nella prescrizione di un farmaco, errori di dosaggio o per confezioni di medicinali troppo simili tra loro. Ma anche se questi errori non sono del tutto evitabili, si possono ridurre di molto aumentando le persone dedicate al controllo e alla sicurezza dei farmaci, e informatizzando le prescrizioni e la gestione dei depositi ospedalieri. Questo il parere dei farmacisti ospedalieri che hanno preso parte a Milano a un convegno sul rischio clinico delle terapie farmacologiche. In particolare Giovanna Scroccaro, presidente della Società italiana di Farmacia ospedaliera (Sifo) e membro del ri-eletto Consiglio superiore di Sanità, spiega che vi sono due possibili soluzioni al problema: «La prima è nelle risorse umane, senza che ci sia bisogno di investimenti nella tecnologia. Va cioè istituita - precisa - un'Unità di rischio in ogni ospedale, che analizzi e tenga sotto controllo i processi con cui si fanno le prescrizioni, la loro comunicazione agli infermieri, il prelievo del farmaco necessario dal magazzino, la sua somministrazione al paziente e così via». Va cioè fatta «un'analisi precisa di tutti i sotto-processi che vanno dalla prescrizione al paziente, per ridurre i rischi di errore ad ogni passaggio».