Malati terminali serve una legge

da Roma

Il tema è delicato. Anzi, delicatissimo. Ma è l'unico su cui il presidente della Corte costituzionale sembra sbilanciarsi: sui malati terminali è tempo che il Parlamento vari una legge, come sollecitato due settimane fa anche dal presidente più anziano di sezione della Cassazione, Gaetano Nicastro, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Si tratta infatti di «un auspicio più che condivisibile», dice Bile. E così, durante la conferenza stampa di inizio d’anno, il presidente della Consulta abbandona solo per un istante la sua cautela nel rispondere a domande spinose.
Bile non fa mai esplicitamente il nome di Welby ma ricorda «le recenti vicende dolorose» che sono state all’attenzione dell’opinione pubblica. Ebbene, un intervento legislativo sui malati terminali è «un auspicio più che condivisibile. Poi, quale sarà la scelta del Parlamento e come verrà articolata - aggiunge - riguarda un futuro per ora imprevedibile».