«Malato con diagnosi disperata chi sta dalla parte di Berlusconi»

(...) demonizzando i “suoi” nemici comunisti e di sinistra». È il primo passaggio del suo articolo nel quale la tesi sostenuta dall’opinionista in clergyman si fa subito più chiara quando si spiega che Berlusconi è un «malato» tanto quanto Tartaglia: «Tutto si consuma tra due pazzie, ma con una differenza - prosegue -. L’uomo malato è in cura psichiatrica da dieci anni; il folle sul palco è al governo dell’Italia».
Il passaggio successivo è dedicato alla solidarietà espressa al premier da Papa Benedetto XVI e dal Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone (quest’ultimo consueto obiettivo degli scritti di Farinella). Una fratellanza eccessiva quella delle gerarchie cattoliche: «Non ci è piaciuta, a ferita ancora calda e a duomo ancora insanguinato, la corsa a rimboccare le coperte di un indecente presidente del consiglio (...). La gerarchia cattolica avrebbe dovuto dire parole di verità e di consolazione verso il malato mentale che è stato indotto a compiere un gesto sconsiderato ma coerente in quel contesto e in quella fucina di odio e di terrore che è il berlusconismo».
Don Farinella è ancora in prima fila nella sua lotta a Berlusconi, un odio personale mai taciuto e che va oltre alla figura del premier arrivando anche a chi sostiene il centrodestra. Qui il sacerdote, rapidamente spogliatosi dell’abito talare e indossati quelli del neurologo, definisce gli elettori del Pdl come pazzi: «Tutti quelli che inneggiano “Meno male che Silvio c’è” sono da ricoverare con diagnosi disperata». La chiusa dell’articolo del prete del centro storico è la richiesta per un dono natalizio a Gesù Bambino perché «possa liberarci una volta per tutte dalla peste civile e politica che si chiama Silvio Berlusconi».
Fuori dall’aula
Se da un sacerdote non giunge un esempio di distensione anche nel consiglio comunale di Sestri Levante gli animi si infiammano. Lunedì sera un ordine del giorno di solidarietà a Berlusconi e presentato da Pdl e Lega Nord, è stato votato con larga maggioranza. Non l’unanimità dei consensi, però. Perché Vincenzo Gueglio (La sinistra unita per Sestri) si è astenuto, mentre Bruno Panteri (Pd) ha lasciato l’aula al momento del voto lasciando spiazzati tutti i presenti: «Ci aspettavamo un deciso sostegno ad un atto di condanna senza “se” e senza “ma” di quanto accaduto a Milano» raccontano delusi i consiglieri comunali di Pdl e Lega.
L’adesivo
In Valle Scrivia, invece, è arrivato l’adesivo «pro Tartaglia». Trovato nei pressi del bar della stazione uno sticker con la scritta: «E di Tartaglia più ce né e meglio è». A rendersene conto per primo un uomo che lo ha staccato e portato a Gian Piero Traverso consigliere comunale della lista «Noi per Ronco»: «Sono subito andato a sporgere denuncia ai carabinieri - racconta Traverso -: hanno già convocato la persona che ha trovato l’adesivo chiedendo tutte le spiegazioni sul caso. Ci auguriamo si possa fare chiarezza nella speranza che possa restare un gesto isolato. Almeno da queste parti».
Andrea Macco