Malato di gioco, bancario «brucia» 14 milioni

Disturbo compulsivo dell'azzardo: ovvero malato di gioco. È il responso della perizia psichiatrica nei confronti di un ex dipendente dell'agenzia di Chiavari della Deutsche Bank accusato di truffa aggravata e continuata per 14 milioni di euro. La perizia redatta da uno psichiatra forense, Aldo Piccardo, e richiesta dal difensore dell'imputato concorda con quella del consulente nominato dal tribunale (professor Frezza): per i due infatti l'ex bancario avrebbe sperperato una fortuna non sua per problemi al gioco, anche se per il consulente del tribunale la patologia del gioco d'azzardo (in questo caso si tratta di scommesse ai cavalli) non avrebbe limitato la capacità di intendere e di volere del bancario, Bruno P. (55 anni) che ha gestito per anni i risparmi di un'ottantina di persone prospettando loro tassi di interesse superiori al 7% netto.
Parziale incapacità, invece, è stata riscontrata dal medico legale perito della difesa che ha depositato la relazione medico-legale presso il tribunale. Questa mattina di fronte al giudice monocratico di Chiavari i due psichiatri discuteranno la patologia del cosiddetto gioco compulsivo, definita gambling disorder, rilevata sull'imputato.
L'ex bancario era stato licenziato alla fine dell'agosto 2005, dopo che le prime denunce di truffa avevano fatto avviare l'inchiesta. Già nel 1985 il dipendente di banca era stato sospeso dal servizio poichè invece di essere in malattia, come aveva dichiarato alla propria banca, stava partecipando ad un gioco a quiz in onda sulle reti Mediaset.