"Malato" un prof su 4. Alla maturità raffica di visite fiscali

Il ministro dell’Istruzione: «Basta coi “furbetti dell’esamino” Chi sta davvero male non ha nulla da temere, ma gli altri faranno bene a guarire subito»

Con quegli occhialetti un po’ così (modello «conte di Cavour»), il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, non incute un gran timore. Neppure quando avverte i commissari d’esame colpiti in massa dall’ineluttabile virus «EdM», abbreviazione che sta per «Esame di Maturità»: «Abbiamo ricevuto troppi certificati medici. I docenti che stanno veramente male non hanno nulla da temere, ma i “furbetti dell’esamino” faranno bene a ristabilirsi al più presto. Intanto oggi riceveranno la visita fiscale...». Basterà a convincere i «disertori» (mediamente uno su quattro) a presentarsi domani regolarmente in classe?

Fioroni sembra essere assolutamente convinto di sì, annunciando «la predisposizione di una task force per monitorare le epidemie che stanno colpendo i commissari esterni e i presidenti di commissione». «La prova che sta per iniziare - ha aggiunto il ministro - è una cosa seria e l’impegno e la serietà sono necessari non solo da parte degli studenti ma anche degli insegnanti. C’è il diritto di ammalarsi ma non di essere poco seri e poco impegnati. Per questo ho predisposto visite fiscali per tutti i commissari che, in questi giorni, hanno presentato certificato di malattia, d’accordo con le direzioni regionali».

Ufficialmente, a tutt’oggi, ha rinunciato il 22% dei commissari esterni e il 7% dei presidenti. Una situazione paradossale, considerato che gli «aumenti economici» predisposti quest’anno per i commissari d’esame avrebbero dovuto evitare proprio il tradizionale «fuggi-fuggi» che, invece, si è puntualmente ripetuto, anche se in misura inferiore rispetto al passato. È indubbio però che anche tra i commissari che non si sono dati malati e che oggi sono correttamente in cattedra, serpeggia un certo disagio. Malcontento ben evidenziato da una lettera di protesta inviata al ministero e di cui il Giornale è venuto in possesso: «Siamo un gruppo di insegnanti dell'Istituto Professionale Puecher di Rho e scriviamo, anche a nome di altri colleghi, per segnalare che abbiamo riscontrato una disparità di trattamento economico per quanto riguarda i compensi attribuiti per la partecipazione agli esami di Stato. Nella fattispecie, abbiamo constatato che, mentre un commissario esterno riceve un compenso di 911 euro, un commissario interno ne riceve soltanto 399, svolgendo le stesse mansioni».

«Il problema - prosegue la missiva - è ancora più eclatante per quanto riguarda il compenso correlato alla distanza del luogo di residenza o servizio della sede di esame: un docente nominato nel comune di servizio e residente, poniamo, a 50 km di distanza da esso, percepisce 171 euro. Paradossalmente, invece, un docente esterno, che risieda in un comune vicino a Rho, percepirà un compenso maggiore - 568 euro - rispetto ai docenti interni, seppur residenti a una distanza maggiore».

Record di rinunce a Roma e Milano, dove sono più di mille i docenti chiamati a ricoprire il ruolo di commissari per l’esame di maturità, hanno dato forfeit per ragioni sanitarie. «I numeri sono significativi - spiegano dai rispettivi Uffici scolastici -, ma da giorni il nostro personale sta provvedendo alle sostituzioni: non c’è alcuna emergenza, la situazione non è drammatica».
Crederlo non costa nulla.