Per le malattie renali niente cure nei Paesi in via di sviluppo

Le implicazioni delle malattie renali croniche sulla salute pubblica mondiale sono al centro dei lavori del Congresso Mondiale di Nefrologia 2013, svoltosi recentemente ad Hong Kong. In concomitanza con questo evento, una delle piu' importanti riviste scientifiche internazionali - The Lancet - pubblica un numero speciale interamente dedicato al tema, sottolineando in particolare il divario esistente tra le regioni ricche e povere del mondo. Infatti mentre le malattie renali acute e croniche nei Paesi ricchi sono prevenibili o curabili, in quelli in via di sviluppo non trovano cure adeguate. «La comunità dei nefrologi deve impegnarsi per ridurre il divario tra queste regioni», affermano gli autori dello speciale di Lancet tra cui il professor Giuseppe Remuzzi, direttore del dipartimento di dialisi e Trapianto dell'ospedale Papa Giovanni XXIII e coordinatore delle ricerche dell'Istituto Mario Negri di Bergamo. «Nel prossimo decennio nuovi ed entusiasmanti sviluppi nei campi della farmacologia, della genetica o della bioingegneria potranno aprire la strada a una nuova era per la diagnosi e la terapia delle malattie renali, ma questi passi avanti devono arrivare al maggior numero possibile di pazienti». Le priorità per i prossimi dieci anni consistono proprio nel ridurre le cause del danno renale acuto nei Paesi a basso reddito, evitando così di dover ricorrere a trattamenti costosi e nel promuovere terapie sostitutive sostenibili, in grado di salvare la vita dei pazienti con insufficienza renale. A questo scopo è necessario sostenere su scala nazionale e regionale e con l'appoggio di tutta la comunità biomedica l'accesso a terapie renali sostitutive ed attuare programmi per il trattamento delle malattie renali croniche. É fondamentale perciò promuovere iniziative come i centri di telemedicina che, utilizzando reti mobili, permettano ai pazienti che risiedono in zone rurali di essere seguiti a distanza da centri specializzati. A livello globale sono inoltre essenziali programmi di screening per combattere l'impatto delle malattie renali croniche, azioni di promozione della salute materno-infantile e di trattamento delle malattie curabili. «Abbiamo bisogno di sviluppare nuovi farmaci per le malattie renali e di trovare nuove metodologie di diagnosi e trattamento per quelle di carattere ereditario», affermano gli autori.
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