Malcotti: «Una capitale di precari e “co. co. co.”»

Claudia Passa

Una città «con luci e ombre», dove l’«atipico» è diventato la norma. È la radiografia del mondo del lavoro nella capitale tracciata da Luca Malcotti, confermato all’unanimità segretario romano dell’Ugl nel corso del congresso locale del sindacato. Un panorama occupazionale a tratti contraddittorio, quello di Roma e dintorni, dove ad «indicatori generalmente al di sopra delle medie regionali e nazionali» e ad alcune «performance addirittura eccellenti in alcuni comparti» - ha spiegato Malcotti, che è anche consigliere comunale di An - si affiancano «situazioni di criticità e di profondo disagio».
Qualche numero. Sotto osservazione innanzi tutto l’impennata del lavoro atipico a Roma e provincia, balzata dall’11,4 per cento di due anni fa all’attuale forbice 23-25 per cento. «Il simbolo del fenomeno - ha aggiunto il sindacalista - sono le collaborazioni coordinate e continuative, le co.co.co., oggi nella versione delle collaborazioni a progetto (co.co.pro). Il ritmo di crescita è impressionante. Nel 2003 le co.co.co erano nell’area romana 82mila (il 6,4% degli occupati), alla fine del 2004 erano diventate 110mila». Oggi, secondo i dati Ugl, «sono già 195mila», ovvero «il 25% degli occupati, con un ritmo di crescita percentuale che raddoppia ogni anno».
Nel settore industriale, in particolare, Roma fa registrare un uso di contratti atipici pari a tre volte la media nazionale. Dato che si raddoppia nel settore dei servizi sociali. A favorire la precarietà a Roma - ha aggiunto Malcotti - è «un sistema polverizzato», dove «solo l’1% delle imprese supera i 50 addetti». Ma il trend «non risparmia neanche le grandi imprese, come sanno bene i dipendenti di Atesia dove migliaia di lavoratrici e lavoratori uniscono alla precarietà compensi da fame e condizioni di lavoro a dir poco inadeguate».
Durante il congresso, che si è tenuto al Centro Frentani, s’è parlato poi del «nuovo fronte di crisi nel sistema aeroportuale di Fiumicino»; l’Ugl ha definito la decisione di dare all’Italia due Hub («senza farsi carico di tale scelta») «un atteggiamento di strabismo che rischia di produrre un grave danno alla Capitale». All’ordine del giorno, inoltre, anche l’emergenza abitativa. «La legislazione nazionale ha spiegato Malcotti -, la vendita del patrimonio immobiliare degli enti pubblici e le politiche urbanistiche del Comune di Roma hanno determinato una situazione di emergenza. La scomparsa del mercato degli affitti ha portato al raddoppio dei prezzi delle case negli ultimi 4 anni». A colpire il ceto medio, soprattutto «la crescita del mercato nero degli affitti a studenti universitari ed immigrati», cui vanno aggiunti «i ritardi comunali sull’Edilizia residenziale pubblica» e «la scelta di acquistare sul mercato degli alloggi invece che farli realizzare all’ex Iacp, col risultato di «una situazione non ulteriormente sostenibile per le fasce deboli».
Apprezzamento per le parole di Malcotti è stato espresso dal segretario generale della Uil Roma e Lazio Massimo Moretti, che sul fronte occupazionale ha osservato come «il problema esiste nel presente, ma si aggraverà nel passato». Il presidente di Federlazio Massimo Tabbachiera, dal canto suo, ha spiegato che «oggi la flessibilità nelle aziende c’è, ed è sufficiente; quello che bisogna fare è monitorare il passaggio successivo».