Maldini: «Vale le vacanze e la carica per il Barça»

«Non so se andrò in campo, ma non sarà il mio ultimo Milan-Inter. Io sono a disposizione del tecnico: torno dopo quattro mesi e gioco dove vuole lui»

Franco Ordine

nostro inviato a Milanello

Caro Paolo Maldini, cosa si prova a star fermo alla sua bella età e mentre la stagione volge al meglio?
«Soffro e mi consolo. Soffro perchè 4 mesi di stop per infortunio non mi era mai successo prima. Mi consolo perchè ho avuto salute e questo è un problema che si risolve. Adesso non sono al 100% ma ho bisogno di giocare per tornare in condizione».
Nel frattempo, cosa è successo al suo Milan?
«Niente di straordinario, semmai di ordinario: è in lizza per la coppa dei Campioni, deve affrontare una sfida splendida col Barcellona. La squadra è migliorata rispetto a tre mesi prima, è più fresca e più convinta, sa che si giocherà tanto tra derby e semifinale di Champions».
Anche lei è dell’idea che il Milan ha buttato via lo scudetto?
«I numeri non dicono questo. I numeri dicono che quest’anno la Juve ha disputato una stagione strepitosa. Esiste il rammarico per ciò che è accaduto a Lecce dove abbiamo cercato di vincere, senza riuscirvi ma ci abbiamo provato. A meno quattro, i giochi si sarebbero riaperti».
C’è un derby dal sapore amarognolo: come lo giudica?
«Mi aspetto adesso un derby normale, tra due tifoserie che non si fanno la guerra da sempre. Rispetto ad altre città, Milano rappresenta una virtuosa eccezione. Il problema è un altro».
Si riferisce all’assalto squadristico di Malpensa?
«Mi riferisco al fatto che fino a quando, tutti insieme, calciatori, pubblico e media, non saremo riusciti a cambiare la cultura del nostro calcio, dovremo fare i conti con taluni odiosi episodi. Non si accetta la sconfitta, che invece è insita nello sport. Per quale motivo non possiamo assistere anche noi italiani a una di quelle scene che si ripetono a San Siro quando i tifosi stranieri applaudano i loro beniamini appena eliminati dalla coppa Campioni? È una battaglia difficile, lo so, ma dobbiamo provare a vincerla».
Faccia qualche nome anche tra i cattivi maestri di giornalismo...
«Penso alle trasmissioni delle tv locali, ai processi urlati e intentati dopo la prima amichevole persa, in estate. Certe critiche vengono ascoltate, prese come vere. Da una sconfitta, e lo dico a Moratti, bisogna anche saper ripartire senza stravolgere tutto ogni sei mesi».
Caro Maldini, lei è tornato e ha addirittura cambiato ruolo, giocando a destra...
«Sento spesso pronunciare una frase del genere dai miei colleghi: voglio mettere in difficoltà l’allenatore. Ecco, io non voglio farlo, mi metto a disposizione del tecnico e della squadra, vado anche a destra anche se tutti sanno che prediligo un’altra dislocazione. Ho saltato il Chievo perchè il ginocchio si è gonfiato, ora va meglio».
A sentire Mancini, l’unica è andare all’estero...
«Non c’è squadra in serie A che non abbia subito una contestazione. È capitato anche a noi del Milan, e non solo al ritorno da Bordeaux, quando uscimmo dalla coppa Uefa con Capello allenatore. In campionato vince uno solo, l’importante è dare tutto, e alla fine devi uscire a testa alta e non abbassare lo sguardo perchè c’è gente che ti invidia e ti rimprovera solo i tuoi guadagni».
Cosa si gioca il Milan in questo derby numero 264?
«Non solo le vacanze con le nostre famiglie, ci giochiamo tanto. Non sarebbe male presentarsi al Barcellona con la carica di un derby vinto. C’è tutto il tempo per poi recuperare le energie consumate».
Kaladze, nel frattempo, è diventato un pilastro di cemento armato: se l’aspettava?
«È la grande novità di questi mesi».
Caro Maldini, sarà il suo ultimo derby?
«No, la situazione è nettamente migliorata rispetto all’estate scorsa, Ancelotti conta su di me anche per la prossima stagione, ho imparato a convivere con il dolore al ginocchio».
Come giudica Ronaldinho?
«Il più grande calciatore al mondo. Aiutato da una squadra che offre spettacolo».
È vero che Marcello Lippi l’ha cercata al telefono per la Nazionale e per il mondiale?
«Mi ha chiamato una volta e quando venne a trovarci a Milanello disse che avrebbe avuto bisogno di tutti, dei ventenni e dei quarantenni».
Come considera la chiusura del Ct nei confronti di Inzaghi?
«È legittimo che un selezionatore prepari il mondiale secondo le proprie idee e la propria filosofia di gioco».
Inter ferita, perciò più o meno pericolosa?
«È una squadra molto forte che si è liberata di un complesso col successo dell’andata».
Giocherà il derby?
«Non sono ancora in grado dirlo».