Il male di ogni colore è proprio un brigante

Storia di una guerra sporca e di violenza allo stato puro. Di corpi massacrati o impalati. E torture, mutilazioni. Spedizioni punitive, esecuzioni sul posto. In un gioco infinito di ritorsioni. Dove diventa indistinguibile capire chi sta dalla parte giusta, chi no. Chi è innocente e paga, chi no. Quasi che questa vicenda ambientata da Luigi Guarnieri nella Calabria dei briganti e raccontata con dovizia di appoggi documentari (I sentieri del cielo, Rizzoli, pagg. 326, euro 19) sia la metafora di ogni lotta elementare per vivere o morire. L’autore si chiama fuori da ogni tentazione partecipativa, registra eventi e orrori, non commenta. L’esito è un epos del tremendo, condotto senza enfasi. In un libro da leggere pensando che il male non c’è bisogno di immaginarselo: basta ricordarlo.