Il male peggiore per i milanesi? Lo spaccio di droga sotto casa

Per il 90% gli stupefacenti sono il problema maggiore Furti d’auto e scippi al secondo posto. Poi, i clandestini

Basterebbe il segnale lanciato da viale Monza, l’esasperazione dei residenti che nei mesi scorsi sono scesi in piazza per gridare tutta la loro preoccupazione. L’appello alle istituzioni, perché liberassero il quartiere da quella fila di marocchini e tunisini che ogni notte trafficavano - e lo fanno ancora - stupefacenti davanti a casa. Basterebbe quella denuncia, aggiunta alle tante, tutte uguali, che piombano praticamente da ogni quartiere sul tavolo del Comune, a dire che è lo spaccio di droga in strada il problema più sentito dai milanesi. La conferma arriva da un sondaggio sul tema della criminalità a Milano, realizzato martedì scorso per conto del Giornale dallo studio di consulenza «Ferrari Nasi e Grisantelli srl», su un campione di 500 residenti a Milano. È condiderato un problema importante per il 92,2 per cento degli intervistati.
Un fenomeno denunciato in ugual misura non solo da chi vive in periferia, ma anche da chi abita più vicino alla Madonnina. E a protestare maggiormente per lo spaccio sotto casa non sono solo gli anziani, ma soprattutto i residenti che rientrano nella fascia di età tra i 36 e 55 anni. Un problema più sentito, infine, da chi vota per il centrodestra (specialmente Lega) piuttosto che per l’Unione. La criminalità di strada - come furti d’auto o scippi - è il secondo problema che i milanesi mettono in una ipotetica classifica dei rischi in città. È un problema importante per il 90,4 per cento degli intervistati, soprattutto donne. Subito dopo (89,6 per cento) viene il problema del degrado e della sporcizia, questa volta più sentito in periferia, e innanzitutto dagli anziani e da chi vota a sinistra.
Furti in appartamento (88,8 per cento) e le questioni legate all’immigrazione clandestina (88,4 per cento) seguono quasi a pari merito, e la preoccupazione per la presenza degli stranieri sembra colpire indifferentemente uomini e donne, più in periferia che in centro, e anche questa volta la denuncia arriva specialmente da chi vota a destra.
Molto sentito dalla popolazione più anziana il problema della prostituzione, che viene definito «molto» o «abbastanza importante» dall’85,6 per cento degli intervistati. È dalla periferia invece che l’allarme occupazione abusiva di case e aree viene lanciato a voce più alta, e anche questa volta sono i cittadini che votano per il centrodestra i più preoccupati.
Nella classifica dei rischi occupa la penultima posizione il commercio abusivo. A ripetizione i comitati protestano per la presenza dei vu’ cumprà nei mercati, nelle stradine di Brera la sera, a Chinatown, tant’è che viene denunciato indistintamente da chi viene intervistato in centro o in periferia, ma il 33,4 per cento dice che è «molto» importante, per il 37,4 lo è «abbastanza».
Chiude il cerchio la protesta per risse e schiamazzi (66,4 per cento), ma com’è piuttosto ovvio si chiede che prima vengano affrontati fenomeni che mettono più a rischio l’incolumità personale. Attraverso il sondaggio, lo studio di consulenza ha calcolato anche un «termometro» delle preoccupazioni dei milanesi, e la febbre è decisamente alta se, misurandola da zero a cento, la colonnina si ferma a 84. Probabilmente rassicurerebbe vedere più divise quando si va in giro per la città.
L’81,2 per cento degli intervistati ha la sensazione che ci siano troppi agenti e vigili negli uffici e pochi per le strade. Sarà anche per questo che i milanesi, come anticipato ieri dal sondaggio del Giornale, si schierano con il sindaco che sfilerà il 26 marzo alla manifestazione anti-criminalità. E sostengono che il Governo Prodi dovrebbe concedere non solo i cento poliziotti che ha promesso, ma i 500 agenti che Letizia Moratti ha chiesto in più occasioni.
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