«Maledetta primavera», alternativa underground Il 21 marzo festeggiato contemporaneamente in tutta Italia con 70 concerti. All’Idroscalo Beatrice Antolini

Quelli di Rockit, il portale Internet di riferimento per tutti gli appassionati delle nuove realtà musicali di casa nostra che nel 2007 ha festeggiato i suoi primi 10 anni di vita, ci riprovano ancora. E mentre stanno lavorando alacremente per allestire il cartellone della quarta edizione di «Mi Ami», il festival dedicato al rock italiano alternativo che ormai fa convergere migliaia di giovani all'Idroscalo alla faccia dell'innegabile ostracismo cultural-mediatico che affligge, da sempre, la cosiddetta scena underground, hanno organizzato per stasera «Maledetta Primavera», un network di eventi che coinvolgerà tutta l'Italia. «L'idea? Dare vita a una festa per salutare la nuova stagione nelle città più centrali e nelle province più sperdute sotto il segno della musica italiana originale (nessuna cover, dunque!) e indipendente a un prezzo accessibile e con la giusta attitudine», per dirla con le parole degli organizzatori. «Vorremmo che il 21 marzo diventasse il momento - unico e centrale - della nuova musica tricolore. Una sorta di gran Carnevale collettivo in grado di coinvolgere tutto lo Stivale», aggiungono. Così stasera saliranno sul palco in contemporanea quasi tutte le voci emergenti del made in Italia post 2000: dal cantautore Dente (al Circolo degli Artisti di Roma) al neo premio Tenco Vasco Brondi, alias Le Luci della Centrale Elettrica, ed ai Marta sui Tubi (dal vivo a Bologna, rispettivamente al Lokomotiv e all'Estragon); dai Ministri (al New Age di Roncade) fino a Beatrice Antolini, estrosa cantautrice sui generis e nome di punta dell'happening milanese, ospitato al Circolo Magnolia all'Idroscalo.
Nata a Macerata 28 anni fa, bambina prodigio del pianoforte, polistrumentista, compositrice e diplomata attrice nella scuola Teatro Colli di Bologna, città dove oggi risiede, l'affascinante Beatrice ha da poco pubblicato il suo secondo album, «A Due». Un disco quasi tutto suonato da sola - complesso, scuro, cerebrale, pieno di strumenti, sbilenco, ma soprattutto ambizioso -, col quale cantando in inglese e saltando dal pop alla psichedelica, dalla new wave al folk, ha dato sfoggio di un talento tutt'altro che comune.
«Se volessimo immaginarlo come un viaggio in macchina dove Beatrice Antolini (già collaboratrice in un recente passato dei Baustelle e di Bugo, ndr) è alla guida e man mano le siedono accanto passeggeri diversi, ce ne sarebbero moltissimi da elencare - assicurano da Rockit -: per esempio, Burt Bacharach, Scott Walker, David Byrne, Lisa Germano, Lydia Lunch, David Lynch, Buster Keaton, Tom & Gerry, Vinicio Capossela, John Zorn, Mark Stewart, John Lydon, Beatles e Mozart». Al Magnolia, oltre alla Antolini, accompagnata dal vivo da Federico Fantuz (chitarra), Francesco Candura (basso), Enzo Cimino (batteria), Enrico Pasini e Massimo Tunin (tromba), Federico Alberghini (percussioni), si esibiranno a partire dalle 22 (ingresso 5 euro) anche I Cosi, Minnie's, Scarlets, Violet Naif Implosion e The Tigers Of Mompracem.