Maledetto sabato: la follia squadrista rianima la sinistra

Il raid del Pigneto contro gli stranieri e l’aggressione al conduttore gay. Alemanno duro: «Legalità a 360°»

È stato un brutto sabato, quello vissuto dalla città, già scossa dalla tragedia dell’incoscienza che l’altra notte è costata la vita ad Alessio e Flaminia in via Nomentana. Due vili aggressioni, due manifestazioni di violenza e intolleranza che, giungendo dagli ambienti dell’estrema destra, rappresentano una bella gatta da pelare per il nuovo sindaco Gianni Alemanno, già più volte sottoposto a non richiesti esami di democraticità da parte di chi gioca a demonizzare la sua provenienza politica.
Il primo episodio, di cui riferiamo dettagliatamente in altra parte di questo giornale, è quello che ha avuto come teatro il Pigneto, uno dei quartieri più multietnici di Roma, e come vittime i commercianti bengalesi che si sono visti distruggere in pieno giorno e con una baldanza sconcertante le vetrine da un commando con i volti travisati. Il secondo episodio, di qualche ora precedente, è stata invece l’aggressione ai danni di Cristian Floris, 24 anni, conduttore del portale DeeGay.it, da parte di due persone che lo hanno atteso sotto casa e gli hanno più volte sbattuto la testa contro il muro intimandogli di farla finita di occuparsi di tematiche omosessuali.
Due episodi diversi, ma che hanno permesso agli ambienti della sinistra romana di fare una somma: «Si vedono i primi effetti della campagna elettorale della destra», è la sintesi di Roccardo Mastrorillo, presidente della Federazione dei Verdi di Roma. «Ciò che è avvenuto oggi (ieri, ndr) nel quartiere Pigneto ad opera di neofascisti è un altro colpo al cuore della Roma democratica ed antifascista», ha aggiunto il segretario romano del Pdci Fabio Nobile. E così Alemanno si trova, dopo giorni di attivismo e di fatti, per la prima volta in difficoltà, costretto a rincorrere la cronaca su un terreno scomodo: «Esprimo grande preoccupazione: è necessario che in città venga ripristinata la legalità a 360 gradi», dice il sindaco, che aggiunge, riferendosi in questo caso soltanto al raid del Pigneto: «È un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare».
Nei prossimi giorni a queste parole dovranno seguire dei fatti, per non lasciare che la sinistra strumentalizzi questi episodi, come già ha fatto abbondantemente ieri. E per impedire che dopo anni di lassismo da parte del centrosinistra, qualcuno si permetta di dire, come ha fatto la parlamentare del Pd Ileana Argentin: «Alemanno è sindaco da più di un mese: è questa la sicurezza di cui la destra ha parlato in campagna elettorale?».
Intanto il Pigneto si è stretto attorno ai commercianti bengalesi così duramente colpiti. Nel tardo pomeriggio un corteo spontaneo si è mosso dall’isola pedonale del quartiere per solidarizzare con gli immigrati. «Basta con le aggressioni», è il titolo dello striscione che ha aperto il corteo spontaneo formato da giovani dei centri sociali, residenti del quartiere ed immigrati. Sul luogo dell’aggressione è giunto anche il presidente del VI Municipio Giammarco Calmieri insieme ad alcuni consiglieri. «Si tratta di un’aggressione squadrista inaccettabile, a prescindere dalle motivazioni - ha detto il minisindaco -. È vero che c’erano già degli elementi di insofferenza e per questo oltre ad aver aumentato il fondo per rafforzare la presenza della polizia nel quartiere abbiamo incontrato nei giorni scorsi alcuni cittadini del quartiere che si sono lamentati anche per la presenza di numerosi locali. Ma nonostante ciò non mi sono sembrate persone disposte ad andare a picchiare o a fare azioni del genere. Ora stiamo studiando soluzioni con i gestori per il rispetto degli orari e della somministrazione di bevande. Ripeto, al di là di tutto un’aggressione del genere è inaccettabile».