La maledizione del Palio: un morto e un ferito

SienaUna leggenda sinistra, alla quale nessun senese crede seriamente. Legata oltretutto a circostanze che nel Palio di Siena si verificano con una certa frequenza: l’ultima fu il 16 agosto del 2008 (e la penultima nel 2004), senza che però accadesse nulla che confermasse la teoria dei i funesti presagi. Ma quando di vere o presunte maledizioni si parla troppo e poi le brutte cose succedono davvero, la tentazione di fare uno più uno è sempre facile.
È la cosiddetta «maledizione delle quattro verdi»: la credenza popolare secondo la quale, quando in piazza del Campo si trovano a correre tutte e quattro le contrade che hanno il colore verde nel proprio vessillo (Oca, Selva, Bruco e Drago), la corsa è destinata a nascere sotto una cattiva stella.
Proprio come la «carriera» che si è svolta ieri, appunto. Iniziata male e finita peggio. Si era cominciato ai primi di agosto con il violento e un po’ strumentale battibecco a distanza tra il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e il sindaco, Maurizio Cenni, a proposito dell’abolizione ex lege, ventilata dalla ministra, delle tante «corride» italiane (anche se in realtà la Brambilla aveva menzionato il caso di Siena come esempio virtuoso e non come manifestazione cruenta). Poi, con la «tratta» (cioè l’assegnazione in sorte dei cavalli alle contrade), erano sopraggiunte varie disavventure meteorologiche che, oltre a ostacolare l’organizzazione generale, hanno di fatto dimezzato il numero delle sei prove previste, con le conseguenti difficoltà di equini e fantini.
Un crescendo sfortunato culminato infine con l’assurdo e drammatico incidente che la notte di ferragosto, appena scoccate le ventiquattro (quando quindi formalmente era già lunedì 16, giorno della corsa, fanno notare i paliologi) è costato la vita al settantasettenne francese Alain Emphoux, ucciso da una grossa mensola di pietra staccatasi dal balcone di un palazzo del centro storico mentre, nella centralissima Piazza Tolomei, partecipava alla «cena della prova generale» della contrada della Civetta, uno dei momenti di massima festa ed euforia della vigilia paliesca. Colpito alla testa, l’uomo è morto poche ore dopo in ospedale.
Né le sfortunate coincidenze si sono fermate qui: Emphoux non era infatti un turista qualunque, bensì il capo della delegazione della città di Avignone, gemellata con Siena, e pertanto presente in veste di ospite ufficiale del comune senese, con ciò che ne consegue anche in termini di relazioni formali. Nemmeno il balcone incriminato è uno qualunque: si tratta di quello del prestigioso palazzo Bandini Marescotti, edificio monumentale di proprietà, per l’appunto, del Monte dei Paschi, uno dei grandi simboli cittadini e «grande babbo» di tutti i senesi, come si dice da queste parti. Ed ora infuriano pure le polemiche sulla sicurezza dello stabile, visto che la costruzione era stata recentemente soggetta a un intervento (ma solo all’interno, hanno fatto sapere da Rocca Salimbeni) di ristrutturazione.
Finita qui? Nemmeno per idea. Ieri mattina la banca e il sindaco avevano appena fatto in tempo a esprimere le proprie condoglianze alla famiglia e a chiedere che la «provaccia» (l’ultima delle prove in programma) fosse preceduta da un minuto di silenzio in memoria dello scomparso che la contrada della Giraffa, tra la disperazione dei contradaioli, annunciava il ritiro cautelativo dalla corsa per uno stiramento dei muscoli dell’avambraccio destro accusato dal loro cavallo Guschione, castrone sauro di sei anni. E, così, il Palio dei quattro verdi lo hanno corso in nove anziché in dieci.
A peggiorare la situazione un altro incidente: un’ambulanza è entrata sul tufo di Piazza del Campo per prestare soccorso a una donna colpita da una bandiera dell’alfiere della Civetta.
La paura non ha fermato la gara: alla fine il Palio dell’Assunta è stato vinto dalla contrada dalla Tartuca con il cavallo Istriceddu. Festa grande in piazza del Campo per il fantino Luigi Bruschelli, vicino al record di Aceto: ha conquistato il palio per la dodicesima volta.