Malelingue, l’uomo batte la donna E la suocera non è la più bistrattata

Tante sorprese da un sondaggio sulla maldicenza. Nel mirino finiscono soprattutto colleghi di lavoro e amici

Nino Materi

In tema di pettegolezzi, vale sempre il detto secondo cui «se quelli che dicono male di me sapessero quel che penso di loro, direbbero peggio».
Argomento - la maldicenza - che si vorrebbe ad appannaggio delle donne, ma sulle quali ora gli uomini hanno «operato» uno storico sorpasso. Così almeno sostiene un sondaggio curato da Eta Meta Research che, tra serio e faceto, ha stravolto la tradizionale classifica delle vittime delle malelingue: il primo posto - fino a ieri considerato intoccabile - della «suocera», è stato soppiantato dalla categoria «colleghi di lavoro o di studio» e dagli «amici» («amici» si fa per dire, considerato che neppure a loro facciamo il minimo sconto).
Mediamente spariamo una malignità ogni quarto d’ora e i cecchini più precisi sono proprio i maschi. Una realtà che non sorprende più di tanto Luca e Paolo, la coppia di impiegati supercinici della trasmissione-cult «Camera Café»: «Basta sostare qualche minuto davanti al «distributore automatico» di un qualsiasi ufficio per rendersi conto che gli sparasentenze più accaniti siamo noi. Certo, anche le donne non scherzano...».
In estate poi la predisposizione a guardare travi e pagliuzze negli occhi altrui trova particolare slancio, tanto che il 37% degli intervistati considera la bella stagione «favorevole al genere». Un tritacarne dal quale escono maciullate anche altre figure-tipo come il «partner», il «capufficio» e i «professori»; fanalino di coda i «politici», forse perché nessuno se la sente di sparare sulla Crocerossa.
«Gli uomini - spiegano i sondaggisti - sono i più “sparlatori”: il 54% ammette di parlare male o criticare dietro le spalle qualcuno “spessissimo” e solo il 13% afferma di dire tutto “in faccia”. Le donne, invece, dicono di parlar male “molto spesso” nel 36% dei casi, “saltuariamente” nel 43%, “mai” nel 14%». In compenso le femmine sono più crudeli, colpendo l'oggetto delle loro malevolenze sull'aspetto fisico, sul modo di vestirsi e sullo stile di vita. Risulta inoltre che «la carriera fatta immeritatamente» è all'ultimo posto delle maldicenze delle donne, mentre è al primo di quelle degli uomini i quali, evidentemente, sull’argomento hanno idee ben chiare.
Quanto al luogo deputato per il «taglia e cuci», per gli uomini van bene tutti; le donne, al contrario, danno il meglio di loro «al telefono, in spiaggia e dal parrucchiere».
Ma perché si parla male degli altri? Secondo gli psicologi per tre ragioni: 1) «È una valvola di sfogo per una vita non soddisfacente», 2) «È un modo per crearsi giustificazioni e scaricare su altri proprie responsabilità o limiti», 3) «È la conseguenza dell’influenza dei media, dove pettegolezzi e maldicenze dominano incontrastati».
Scegliete voi.