Malesani, l’anti-sciopero: «Faremo cantare noi i tifosi»

Nel giorno del 118 compleanno del Genoa Alberto Malesani, nuovo tecnico rossoblù ha voluto scoprire in maniera ancora più viscerale cosa vuol dire essere allenatore della squadra più antica d’Italia. E metodo migliore non c’era che visitare il Museo del Genoa con il presidente Giorgio Guerrello a far da Cicerone.
E nella stanza dei cimeli più vecchi, tra cui il primo Statuto del Genoa Cricket and Athletic Club, il nome originario del Grifone, l’ex tecnico del Bologna ha raccontato le sue prime impressioni. «Un po’ mi ero informato. Un po’ sapevo e poi tutta Italia sa che il Genoa è la squadra più antica d’Italia. E quando pensavo a questo ho sempre pensato che un giorno avrei voluto allenarla». Il presidente Preziosi l’ha accontentato. «Chiaro che ora tutti mi chiedete di far promesse, ma non è facile. Ci proveremo però».
Inevitabile che il pensiero sia rivolto all’esordio di domenica con l’Atalanta. «In questi due mesi abbiamo lavorato bene, e nonostante i nostri avversari siano una squadra molto ben costruita, vedo tutti i giorni negli occhi dei miei quella voglia di adrenalina da campo. Ho sensazioni positive». Poi i singoli. Dainelli? «Inutile rischiarlo». Veloso? «Dipende tutto da lui». Palacio? «Ho avuto paura di perderlo, ma il presidente si vede che ha ascoltato i miei consigli». Birsa? «Con lui abbiamo più equilibrio in campo». Jankovic? «Stesso discorso di Veloso. A volte si cercano giocatori bravi che hai già in casa».
Quando si arriva alla bacheca vetrata con i primi trofei, una piccola confessione. «Preziosi ha delle possibilità che neanche lui sa di avere. Nella vita imprenditoriale è un uomo di successo, ma nel calcio ha vinto poco. Sono convinto che se ha voglia può vincere qualcosa d’importante pure nello sport». Ed è quello che i genoani si augurano.
«I tifosi non canteranno per un tempo? Allora proveremo noi a fargli cambiare idea. E voglio ribadire un concetto che ho espresso anche in altre piazze. Le squadre non sono solo dei presidenti, ma patrimonio della gente e della città». Affermazione veritiera soprattutto a Genova. Si finisce seduti sulla panchina di fronte ad un maxi schermo. Dall’EuroGenoa di Bagnoli al gol di Lopez contro la Salernitana.
Dalle stalle alle stelle, in un’alternanza quasi ciclica nella sua storia. Ma il Genoa ha sempre saputo rialzare le ali. E questo Malesani lo aveva capito. Ieri probabilmente ancora di più.