Malgrado l’1-1 finale la partita con la Fiorentina fa tornare un po’ di buon umore in casa giallorossa, anche per la buona prestazione del barese Tommasi e Cassano, due sorrisi per un gol Il centrocampista tornato a segnare dopo 31 mesi: «L’emozione p

La notizia più bella è stata la prima. Erano passati un centinaio di secondi nella notte umida dall’Olimpico quando Damiano Tommasi ha fatto gol dopo due anni e mezzo di digiuno e una carriera ripresa per i capelli. E l’assist per il calciatore operaio (per il tipo di gioco ma anche per il salario) lo ha fatto il giocatore all’opposto per spirito e mentalità, quell’Antonio Cassano che rappresenta la seconda bella notizia della serata, con una prova gagliarda, un assist, un gol sfiorato (grande parata di Frey su un colpo di testa da sotto misura) e soprattutto più applausi che fischi quando è uscito dal campo.
Insomma, più sorrisi che bronci in casa giallorossa malgrado l’1-1 finale, giunto dopo il rigore assegnato nel secondo tempo dall’arbitro Ayroldi alla Fiorentina per un fallo su Brocchi di Mexes, che è stato anche espulso. I giallorossi hanno incassato il gol di Supertoni, ma hanno reagito piuttosto bene e, pur con l’uomo in meno, hanno giocato meglio dei viola sfiorando spesso la vittoria. Una situazione fotografata puntualmente dall’eroe di giornata Tommasi: «Paradossalmente - constata il giocatore veronese a caldo dopo la partita - abbiamo giocato meglio dopo il loro gol e in dieci, ci abbiamo creduto a momenti stavamo anche per fare risultato pieno. E forse stasera l’avremmo meritato contro una grande squadra che merita un applauso». Inevitabile per il centrocampista parlare delle sue sensazioni dopo il gol dell’1-0. Chi pensa a emozioni forti può rivolgersi altrove: «Ero contento perché tenevamo a questa partita e sbloccare il risultato subito era fondamentale - dice Tommasi con invidiabile understatement -. La mia era una gioia condivisa. Non sono abituato a fare gol e questo ha un sapore particolare». Ma il viso di Tommasi non era di quelli che si dimenticano. Con una dedica particolare. «Grazie ne dovrei dire tanti, mia moglie è quella che ha condiviso i miei dolori e le mie aspettative. E poi stasera (ieri, ndr) c’era. Ma l’emozione più forte è stata la mattina. quando il mister mi ha detto che giocavo dal primo minuto».