Al Maliki: l'Occidente cancelli il debito dell'Irak

Sharm El Sheik - Il primo ministro iracheno Nouri Al Maliki ha chiesto ai paesi presenti alla Conferenza internazionale di Sharm El Sheikh sull’Iraq di cancellare il debito del suo paese. Nell’intervento di apertura della prima giornata dei lavori, che sarà dedicata all’approvazione dell' International Compact with Iraq (una sorta di piano Marshall su base quinquennale per il sostegno finanziario alla ricostruzione e la stabilizzazione, condiviso dal governo iracheno e dalle Nazioni Unite con il sostegno della Banca Mondiale) lo sciita Al Maliki ha assicurato che il suo governo metterà in atto le riforme che gli Usa e i governi arabi sunniti hanno chiesto ripetutamente, e lavorerà a un maggiore coinvolgimento della minoranza sunnita irachena nel processo politico.
Il debito estero dell’Iraq ammonta a circa 50 miliardi di dollari (quasi 37 miliardi di euro), che Baghdad deve ad Arabia Saudita, Kuwait, Russia e Cina. Il debito è stato contratto principalmente durante la guerra di Saddam Hussein contro l’Iran negli anni Ottanta, secondo il ministro delle Finanze iracheno Bayan Jabr. Altri 100 miliardi di dollari (quasi 73,5 miliardi di euro) sono già stati cancellati dal Club di Parigi, il foro multilaterale che riunisce 19 fra i principali creditori mondiali, di cui fa parte anche l’Italia.