Al Maliki: "Nessuno scampo per i terroristi". Bombe a Bagdad: 27 morti e cinquanta feriti

Bagdad - Per chi infrange la legge «non ci sarà nè rifugio nè scampo», verrà inseguito anche nelle «moschee sciite o sunnite, nelle scuole o sedi di partito»: il premier Nuri al Maliki ha presentato al parlamento il suo nuovo piano per la sicurezza a Baghdad e ha anche ottenuto il sostegno unanime dei deputati, ma allo stesso tempo gli insorti hanno replicato con un'ennesima serie di attentati, che hanno causato 27 e 50 feriti.

Offensiva già iniziata L'offensiva per cercare di contenere la violenza «non è mirata contro alcuna comunità, sunnita o sciita», e anche se sarà sostenuta dalle forze americane «è irachena al cento per cento», ha detto il premier, sottolineando che «a nessuno sarà consentito di portare armi... perché non può esserci uno stato nello stato».

Dichiarazione di guerra Si tratta di fatto di una chiara dichiarazione di guerra alle milizie che spadroneggiano a Baghdad e nel resto del Paese ed è importante notare che il parlamento l'ha approvata all' unanimità, compresi i deputati che fanno riferimento al leader radicale sciita Moqtada Sadr, capo del potente Esercito del Mahdi, accusato dagli americani di essere responsabile di gran parte delle violenze a sfondo confessionale che dal febbraio scorso insanguinano l'Irak. «Siamo a favore: il gruppo parlamentare di Sadr annuncia il suo sostegno al piano così come lo ha presentato il primo ministro», ha detto il deputato sadrista Bahaa al Aaraji.Anche se non ufficialmente, in realtà l'offensiva per la sicurezza a Baghdad è già iniziata da giorni, con le forze americane che assieme a quelle irachene hanno stretto d'assedio diverse roccaforti degli insorti sunniti nei quartieri di Haifa Street e di Adamiyah, uccidendo e arrestando decine di presunti terroristi. Nelle ultime settimane, inoltre, almeno 600 miliziani dell' Esercito del Mahdi sono stati arrestati, proprio mentre gli esponenti politici sadristi mettevano fine al boicottaggio delle istituzioni. Allo stesso tempo, un importante esponente della corrente sadrista, Rahim al Daraji, si è adoperato per trattare con le forze americane, per evitare uno scontro diretto tra Esercito del Mahdi e forze governative. Secondo quanto riferisce il New York Times, al Daraji si è espresso a nome di 14 gruppi politici e militari di Sadr City, il grande quartiere sciita di Baghdad, affermando che i miliziani lasceranno le armi nei depositi se alcune loro richieste, che riguardano soprattutto la sicurezza nelle loro strade, saranno accolte dagli americani e dal governo.

Attentati: 25 morti, 50 feriti Oggi comunque è stata ancora una giornata di sangue, nella capitale con una serie di attentati e colpi di mortaio: pesante il bilancio, con 27 morti e 50 feriti.