IL MALINCONICO NAUFRAGIO DELL’ISOLA

Si sa com’è la prima puntata di ogni reality show: talmente lenta e vincolata alla zavorra di un gran numero di presentazioni e preliminari che bisognerebbe abolirla e passare direttamente alla seconda, se non fosse che in questo modo ci si renderebbe subito conto che si può fare a meno anche di quella passando subito alla terza, e così via. Nell’impossibilità di avere palinsesti così sanamente coraggiosi, ecco quindi che ha preso il via la prima puntata della quarta serie de L’Isola dei famosi (mercoledì su Raidue, ore 21), che per il momento ha avuto un seguito di pubblico inferiore alle attese (l’audience ha nettamente premiato la fiction concorrente di Canale 5 L’onore e il rispetto) forse nel segno di una auspicabile fine della «luna di miele» tra il grosso pubblico e il genere del reality show. Stando alle prime impressioni i motivi per sorbirsi con minore entusiasmo di un tempo le enfatizzate prove di coraggio e resistenza dei naufraghi ci sono tutti, a cominciare da un cast che appare come il più scadente di tutte le edizioni del programma. Senza dover scendere nei particolari e prendersela con questo o quello, è evidente che il tasso di personalità dei partecipanti è a livello tale che la produzione, per tentare di vivacizzare la sbobba offerta in questo debutto, dovrà pensare a qualche espediente ad effetto che parta come minimo dall’immissione sull’isola di qualche decina di coccodrilli famelici. Il contorno sembra seguire di pari passo la sensazione di generale malinconia, a cominciare dal parterre dei cosiddetti opinionisti mai così povero e poco coinvolto: Nancy Dall’Olio e Michele Cucuzza si sono limitati a ridere con una certa insistenza ogni volta che venivano inquadrati, ma considerando che la gag più divertente della serata consisteva nel fatto che Raoul Casadei e Aceto non riuscivano a infilarsi correttamente l’auricolare, e che Simona Ventura passava fior di minuti a rimproverarli neanche avessero sbagliato a indossare un capo di Dolce e Gabbana, si può facilmente capire il livello dell’insieme. Discorso a parte meriterebbe la stessa Simona Ventura, dai sorrisi sempre più tirati e spesso in difficoltà nel trovare le parole e il ritmo per far procedere la puntata. A rendere tutto più difficile resta un problema tecnico da non sottovalutare: L’Isola dei famosi non è un reality da salotto in cui i concorrenti possano dimenticarsi facilmente delle telecamere nascoste dietro i vetri della casa che li ospita. Qui i concorrenti le telecamere le hanno sempre addosso, con tanto di cameramen e operatori al seguito. In modo tale che la recita, più che una tentazione, diventa una ineludibile necessità. E se il cast degli «attori» non è all'altezza, tutto diventa più complicato.