Malkmus, il rock indipendente è tornato

Torna in città il cantautore-chitarrista Stephen Malkmus e ai fan irriducibili dei Pavement scatta la lacrimuccia. Piaccia o meno, la band composta da alcuni giovani musicisti provenienti dalle due coste degli Stati Uniti ha lasciato un segno profondo nell'indie rock internazionale (dalla loro album splendidi, come Slanted & Enchanted del ’92 e Crooked rain, crooked rain del '94). All'epoca del grunge e dintorni, sono stati infatti proprio i Pavement (a proposito: la reunion dovrebbe essere imminente!) a dare un contributo spesso e sostanzioso all'opera di costruzione del rock a bassa fedeltà, nonché a comporre affreschi sghembi ma decisamente credibili della «generazione X» degli anni Novanta.
Malkmus, oggi 42enne, elegante e atipico «golden boy» del rock alternativo Usa, è ormai giunto al quarto album da solista, il terzo dei quali alla testa dei Jicks, il suo nuovo gruppo, del quale fanno parte anche l'altro chitarrista Mike Clark, Joanna Bolme (basso e sintetizzatori) e la batterista Janet Weiss, già nelle Sleater Kinney.
Con il discreto Real Emotional Trash, l'ex leader dei Pavement, pur rendendo se possibile ancora più esplicita la propria passione per il rock'n'roll e per le jam strumentali (ma forse c'è qualche assolo di troppo...), non viene per questo meno al suo inconfondibile stile fatto di un suono solo in apparenza rabberciato (eppure godibilissimo) e di una scrittura che mescola toni ironici e più scanzonati a momenti più seriosi, al limite del malinconico.
Stephen Malkmus & The Jicks
Magazzini Generali
stasera, ore 21.30
Informazioni: 02-55211313