Malpensa, 80 firme al manifesto della Moratti

Roberto Formigoni, Umberto Veronesi, Don Verzè, Fedele Confalonieri, Marco Tronchetti Provera, Carlo Sangalli, Enrico Decleva, Giulio Ballio. Ma anche Rino Gattuso, Carlo Ancelotti, Donatella Versace, Renato Pozzetto. Sono già un’ottantina gli industriali, politici, economisti, rettori universitari ma pure personalità dello sport e dello spettacolo che hanno raccolto l’appello del sindaco Letizia Moratti e messo la firma sotto il suo «Manifesto per Malpensa», pubblicato on line sul sito del Comune (www.comune.milano.it). Una chiamata alle «armi», in sei punti, per convincere i vertici di Alitalia a riscrivere un piano industriale che non penalizzi l’hub varesino e per chiedere al governo di convocare un incontro con gli enti locali. Ma il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha già risposto secco: «Credo che in questo momento siano in troppi a parlare troppo rapidamente senza pensare. C’è un processo in corso che non è facile, la questione di Malpensa è aperta da tempo e io gli darei un po’ più di tregua». Al contrario, non allenta il pressing il governatore Formigoni, che ieri ha mandato suoi «messaggeri» a Palazzo Chigi a chiedere chiarimenti, perchè «il governo è responsabile della penalizzazione di Malpensa e dunque non può continuare a tacere. L’incertezza è un ulteriore aggravio della situazione».
Accanto alla Moratti invece ieri sono scesi in campo anche gli artigiani di Milano e provincia, che hanno sottoscritto l’iniziativa e ribadito «la necessità che il sistema milanese e lombardo non sia indebolito da discutibili scelte aziendali». Preoccupazione condivisa dal presidente di Assoedilizia Achille Colombi Clerici: «Non è tollerabile - afferma - che la compagnia di bandiera del nostro Paese di punto in bianco decida una “politica” che si traduce per Malpensa in una grave perdita di efficienza».
I consiglieri (Paolo Gradnik, Claudio Santarelli e Paolo Bianco) e gli assessori (Mariolina Moioli ed Edoardo Croci) della Lista Moratti chiedono «la convocazione di un consiglio comunale straordinario, perchè tutta la città e le forze sociali, politiche e culturali discutano pubblicamente del futuro di Malpensa». Manfredi Palmeri, presidente dell’aula, assicura che l’ipotesi è «condivisibile e necessaria, anche perchè il Comune è azionista di maggioranza di Sea che gestisce gli scali milanesi». La seduta sarà anticipata già la prossima settimana da una Commissione Trasporti sul tema.