Malpensa, ancora bloccate migliaia di valigie

Gli effetti dell’agitazione selvaggia di venerdì: ieri oltre duemila bagagli non consegnati

Claudio De Carli

Nonostante l’accordo sindacale raggiunto il 31 marzo sera fra la Sea e i lavoratori dell’handling, in cui venivano revocate le cinquanta lettere di trasferimento di altrettanti dipendenti ad Ata, la situazione a Malpensa rimane caldissima.
Sabato primo aprile nello scalo erano infatti ancora fermi circa 4.700 bagagli, e nella giornata di ieri, nonostante il superlavoro a cui si sono sottoposte le squadre, giacevano nei depositi ancora circa duemila bagagli non lavorati.
Decine le telefonate dei passeggeri che lamentano disagi e protestano, Sea si è prontamente scusata per il disservizio al quale sono stati sottoposti; l’accordo raggiunto venerdì sera al termine di una assemblea fiume, al di là delle reali motivazioni che avevano spinto i lavoratori alla protesta, viene letto anche come tentativo per far tornare il grande scalo lombardo alla piena operatività. Ma nel frattempo i bagagli si sono inesorabilmente accumulati. Sea avrebbe chiesto di poter organizzare squadre anche per turni serali e notturni per smaltire le giacenze, la risposta dei sindacati sarebbe stata poco collaborativa: «Del resto come si può chiedere a gente che non ne può più - suggerisce Dario Balotta, segretario Cisl trasporti -, di farsi carico di un’incapacità a gestire le emergenze di cui non hanno alcuna responsabilità? Questo in realtà è solo un segnale dello sfascio di un’azienda» (...).