Malpensa, Bersani attacca ancora I dati lo smentiscono

Polemica sul ruolo dello scalo Il presidente della Sea, Bonomi, invita il ministro a un confronto

da Milano

Domenica, a Cernobbio, il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, aveva detto che il 90% dei passeggeri dei voli intercontinentali di Malpensa proviene dal Sud. Dato subito smentito dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi. Ieri Bersani ha cercato di precisare: «Nel rilevare la scarsa utilizzazione da parte dei clienti del Nord di voli intercontinentali di Malpensa, mi riferivo in modo preciso ai voli Alitalia, sostenendo come sia piuttosto sorprendente che ci si lamenti del taglio di voli intercontinentali Alitalia visto che pochissimi al Nord ne fanno uso, preferendo evidentemente altre soluzioni». Probabilmente mal consigliato, il ministro non precisa nulla: anche perché quando si parla di transiti a Malpensa (ovvero: passeggeri del Sud che qui s’imbarcano su voli di lungo raggio), si parla solo di Alitalia, l’unica compagnia a fare feederaggio (e cioè alimenta lo scalo di passeggeri da avviare sui voli intercontinentali) da una vasta rete di aeroporti. Gli uffici di Bersani promettono dati numerici per oggi e domani: ieri «non erano disponibili».
I dati che si reperiscono presso le fonti aeroportuali sono molto distanti dalle convinzioni del titolare dello Sviluppo economico. I passeggeri provenienti dal Sud (da Firenze in giù, nove aeroporti in tutto) sono 200mila all’anno, pari al 4% sul totale dei voli intercontinentali di Alitalia basati a Malpensa. Il Nord Italia contribuisce con il 60% dei passeggeri (che sono 3 milioni, e non: «Pochissimi al Nord ne fanno uso»), mentre il 36% è costituito da passeggeri con origine da aeroporti stranieri. Va anche osservato che i voli intercontinentali di Alitalia da Malpensa partono con un’occupazione media dell’80%. Di fronte a informazioni così divergenti, il presidente della Sea ieri ha chiesto un incontro al ministro per un colloquio di confronto su questi temi.
Bersani ieri ha anche detto che «per sviluppare Malpensa non si può comunque contare su questa Alitalia, ma si deve semmai considerare una nuova prospettiva industriale». Un altro ministro, il titolare dei Trasporti Alessandro Bianchi, ha ribadito: «Malpensa avrà, come ha diritto di avere, un suo ruolo importante». E ancora: «Chi protesta per Malpensa dovrebbe capire che Alitalia è un’azienda in difficoltà», mentre la Lega - che nell’area di Malpensa ha un suo forte bacino elettorale - ha promesso, per bocca degli ex ministri Maroni e Castelli, che per difendere lo scalo «è pronta a scendere in piazza».
Questo pomeriggio Maurizio Prato cercherà di «ricucire» con i sindacati dopo le scintille di venerdì scorso. La riunione servirà a illustrare e approfondire il piano industriale, almeno nei suoi aspetti fin qui resi noti. Difficile, comunque, che emergano i due principali numeri non ancora comunicati, relativi agli esuberi e all’aumento di capitale.