"Malpensa deve tornare un hub"

Gli industriali a difesa dell'aeroporto. La Marcegaglia: "Deve recuperare il suo ruolo". Formigoni: "Incalzeremo l'esecutivo ma lasciamoli lavorare". Il presidente Sea, Bonomi, d'accordo con Bosssi: "Pronti ad accogliere i ministri come a Napoli"

Umberto Bossi propone che un prossimo Consiglio dei ministri sia ospitato da Malpensa. E Sea raccoglie la proposta lanciata dal Senatur. Lo fa sapere Giuseppe Bonomi, presidente della società che gestisce gli scali di Malpensa e di Linate: «È un’ipotesi che giudichiamo positivamente. Ben venga il Consiglio dei ministri, noi siamo già pronti». Bonomi condivide quindi la valutazione fatta dal Senatur dopo la riunione del governo Berlusconi in quel di Napoli: «All’ombra del Vesuvio tutto è andato per il verso giusto, non vedo motivi perché non vada per il verso giusto anche a Malpensa». Come dire: «L’ambiente incide» sulla soluzione dei problemi. Speranza concreta soprattutto dopo il recupero di cinque punti percentuali sul calo di passeggeri che, rispetto all’aprile 2007, aveva registrato il 31 per cento in meno: dati che, secondo Bonomi, confermano «quello che avevamo previsto» e che, tra l’altro, segnalo «un recupero grazie anche agli accordi fatti recentemente». E mentre Emma Marcegaglia, presidente degli industriali, difende Malpensa e il suo futuro - «ritorni in poco tempo a una sua vocazione di centralità come hub internazionale» -, dalla Provincia di Milano arriva una richiesta al governo: «Che ci sia urgentemente una riunione sul tema Malpensa» ammesso, annota Filippo Penati, che il governo «intenda mantenere ancora in vita il tavolo Milano». Ma il presidente della Provincia invita pure il governo a «dire una parola chiara sul prestito ponte ad Alitalia, se i 300 milioni servono anche a frenare l'emorragia di passeggeri e traffico su Malpensa» e suggerisce sempre all’esecutivo Berlusconi di «impegnarsi subito per una liberalizzazione dei diritti di volo, a prescindere da Alitalia». E solo con la «liberalizzazione dei diritti di volo», continua l’inquilino di Palazzo Isimbardi, si «potranno fare grandi accordi con grandi vettori per sostituire il deserto lasciato dall’abbandono di Alitalia». Parole d’ordine, quelle dell’amministrazione provinciale di via Vivaio, rilanciate pure sia da Paolo Matteucci, assessore ai Trasporti, che da Alberto Mattioli, vice di Penati, e rimbalzate persino in un comunicato stampa firmato da Roberto Caputo (Sdi). Tutti in attesa di una risposta che, spiega Roberto Formigoni, darà loro il governo: ma, avverte il governatore lombardo, «diano tempo al governo di lavorare». «Continuiamo a seguire tutta la vicenda di Alitalia e Malpensa e attendiamo che il governo e i suoi esperti formulino delle proposte» dice il presidente della Regione: «Incalzeremo il governo, ma diamogli il tempo di lavorare».