Malpensa e Linate hanno battuto la crisi

Che il 2011 sia stato un anno difficile per Malpensa, si sa. Tra l’abbandono di Lufthansa, il trasferimento di Air France e la contrazione dei voli verso il Nord Africa a causa della guerra in Libia, l’aeroporto ha incassato parecchi colpi.
Ma c’è una sorpresa. Nonostante tutto, Malpensa e Linate, gestiti entrambi dalla società Sea, sembrano intravedere l’uscita dal tunnel. E chiudono l’anno con risultati positivi. Malpensa registra un incremento di biglietti del 2% rispetto all’anno precedente, con oltre 19 milioni di passeggeri. Fra l’altro, dato ancora più confortante, i passeggeri sui soli voli di linea sono aumentati del 4%.
Positivo anche l’andamento di Linate, che registra un +9,2% con oltre 9 milioni di passeggeri. Nel complesso entrambi gli aeroporti di Milano registrano un totale di 28 milioni di passeggeri, con una crescita del 4,2. In sostanza, si è riusciti a controbilanciare la crisi di alcune compagnie con scelte strategiche che hanno rappresentato un toccasana per i bilanci. Da un lato Malpensa ha dovuto fare i conti con i riflessi delle tensioni in Nord Africa, che hanno portato anche all’amministrazione straordinaria della compagnia aerea Livingston, con tagli di personale e conseguenze varie: tradotto in numeri ha significato un milione di passeggeri in meno e la decisione del gruppo Lufthansa di rinunciare al progetto Lufthansa Italia.
A Linate, la crescita del traffico nazionale è dell’1,2%, mentre il traffico europeo cresce del 25%, in particolare su Amsterdam, Parigi e Londra. La rotta Milano-Roma è stabile rispetto al 2010, con 1,5 milioni di passeggeri trasportati. Crescono anche i nuovi vettori Air Baltic e Air Malta, che hanno iniziato a operare alla fine del 2010, con rispettivamente un aumento di 68mila e 60mila passeggeri.
A Malpensa, invece, nel 2011, hanno debuttato otto nuovi vettori passeggeri e all cargo: Gulf Air, Ethiopian Airlines, Biman Bangladesh, Air Europa, Transavia, Silk Way, Jade Cargo e Africa West. Lo scalo ha così ampliato i collegamenti internazionali, incrementando anche rotte e frequenze da parte di vettori già presenti.
Nel corso del 2011 sono stati introdotti un totale di circa 180 voli aggiuntivi, di cui una trentina stagionali. E non si dimentichi l’effetto del low cost. Grazie ai voli di Easy jet, l’aeroporto ha rilanciato sulla crisi e su tutto il resto, attirando una cospicua fetta di passeggeri che fino a poco tempo prima era prerogativa dell’aeroporto bergamasco di Orio al serio. Per di più sono state potenziate alcune rotte, in particolar modo con l’Oriente e Medio Oriente. Alcune compagnie hanno voluto aumentare la frequenza dei voli. Buoni i risultati registrati da Cathay Pacific (+81%), Sri Lankan (+76%) Air China (+36%) Ethiad (+33%) e Saudi Arabian (+32%). Tra i vettori europei i migliori risultati sono stati di Aerosvit (+131%), Aer Lingus (+72%) e Bulgaria Air (+66%), mentre sul piano nazionale è Wind Jet ad aggiudicarsi il maggior tasso di crescita 2011 vs 2010 con un +103%.
Tra i vettori americani le migliori performance sono state quelle di Delta +11,7% e di American Airlines +5,8%. Mentre Emirates è stato il primo vettore intercontinentale per numero di passeggeri trasportarti, pari a 375mila, seguita da Delta con 234mila0 e da Tam con 164mila.