Malpensa fa il pieno sulla rotta indiana

Che Malpensa, perse le insegne dell’hub, sia un grande aeroporto intercontinentale lo conferma un fenomeno recente degno di attenzione: la compagnia indiana Jet Airways, considerata da alcune classifiche specializzate una delle top ten mondiali per qualità di servizio, ha inaugurato ai primi di dicembre il proprio collegamento giornaliero tra Milano e Delhi e, visti i risultati superiori a ogni aspettativa, già pensa di raddoppiare. Nei primi due mesi il riempimento degli aerei (Airbus 330 da 210 posti) è stato infatti dell’89% grazie al solo bacino di utenza che converge su Malpensa, la cosiddetta catchment area; i passeggeri sono metà indiani e metà italiani, questi ultimi in buona parte per viaggi d’affari, visto che in India hanno sede decine di nostre fabbriche e che i rapporti economici tra i due Paesi sono in costante crescita. Il volo è in code sharing con Alitalia il cui marchio è un utile traino commerciale in Italia.
Il collegamento è «figlio» di quei rapporti bilaterali tra governi che la Sea e il suo presidente Giuseppe Bonomi da tempo hanno individuato come lo strumento per far crescere l’aeroporto: la privata Jet Airways, non senza fatica, è riuscita a ottenere i diritti di cui era titolare la compagnia pubblica Air India, che non li esercitava da 12 anni; Alitalia detiene i diritti di reciprocità, che può utilizzare ma che per il momento lascia nel cassetto. Così, oggi Jet Airways è l’unica compagnia a collegare direttamente l’Italia all’India con voli giornalieri. La domanda è tale che i piani di crescita sono stati accelerati: in ottobre partirà il Roma-Mumbai, mentre per l’anno prossimo si prevede un raddoppio del collegamento da Malpensa, verso Delhi o verso Mumbai. Per quel tempo dovrebbe essere a regime il progetto della Sea di creare un sistema di connessioni tra breve e lungo raggio di compagnie diverse; in altre parole, Malpensa potrebbe tornare a funzionare come un hub, seppure con un modello ancora inedito, e Jet Airways - come sottolinea il general manager per l'Italia, Gilles Ringwald - intende beneficiarne per raccogliere clientela da un’area più vasta. Da Delhi e da Mumbai poi è assicurata una fitta rete di collegamenti con 51 destinazioni nazionali.
La compagnia indiana è stata fondata da Naresh Goyal nel 1993. Oggi, con le sue controllate, trasporta 21 milioni di passeggeri e ha una flotta di 116 aerei di cui 22 di lungo raggio (A330 e Boeing 777) al servizio di 24 destinazioni internazionali. «L’obiettivo - spiega il ceo Nikos Kardassis, ex manager di Ge e di Merrill Lynch - è quello di proporre l’India come nuovo snodo per le destinazioni dell’Estremo Oriente e dell’Australia, in competizione con Emirati Arabi, Hong Kong e Singapore. Nei prossimi 3 anni attendiamo altri 10 Airbus 330 e apriremo 15 nuove destinazioni internazionali».