Malpensa, Formigoni marcia con la Lega

È pronto a scendere in piazza con il leader della Lega Umberto Bossi. Non usa mezzi termini il presidente della Regione Roberto Formigoni. Per difendere l’aeroporto di Malpensa è disposto a contribuire per creare una «mobilitazione generale». Proprio la scorsa settimana, il numero uno del Carroccio aveva annunciato l’intenzione di scendere in piazza, allo scalo di Malpensa, organizzando «una manifestazione nella prima data utile di gennaio, il 12 o il 19». L’intenzione è di bloccare alcuni aeroporti del Nord, con la collaborazione dei cittadini arrabbiati per la decisione del governo.
La risposta del governatore non si è fatta attendere. «Certamente aderirò - annuncia -. Sono e siamo pronti a qualsiasi tipo di mobilitazione. Decideremo insieme: il fronte si allarga ogni giorno di più». Composto non soltanto da cittadini, imprenditori e sindacati. Ma dagli stessi esponenti delle istituzioni locali. Fra questi il vicesindaco Riccardo De Corato, che propone la convocazione di una seduta congiunta dei consigli regionale, provinciale e comunale con all’ordine del giorno la questione Malpensa-Alitalia. «L’unica cosa a cui ho detto no - aggiunge il governatore - sono azioni autolesioniste come bloccare le autostrade. Ma siamo pronti al resto: il fronte dei furibondi è così vasto che dobbiamo decidere qual è la forma più significativa di protesta».
I primi disagi, dovuti alla decisione del governo di affidare ad Air France la trattativa esclusiva con Alitalia per la cessione della compagnia di bandiera, cominciano già a farsi sentire. «I cittadini - prosegue Formigoni - cominciano a rendersi conto delle conseguenze quando telefonano per prenotare un aereo e scoprono di dover andare a Roma per tornare, casomai, a volare su Milano quattro ore dopo». Per questo il governatore è convinto che «il governo dovrà iniziare a riflettere sulla mobilitazione globale che si è creata contro di lui e riflettere sul regalo che ha fatto ad Air France vendendo Alitalia al ribasso senza avere nulla in cambio».
Il presidente della Lombardia non fa sconti e parla di «uno sporco mercato in cambio non si sa di cosa, e questo autorizza a pensare anche a cose più vergognose». Per questo è sicuro che l’esecutivo dovrà a breve rendere conto della vendita di Alitalia in Parlamento, e auspica anche un intervento dell’Antitrust europeo. «So per certo - afferma - che fioccheranno interrogazioni e interpellanze al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia, che saranno costretti ad andare in Parlamento a spiegare le loro ragioni, se ne hanno. Senza contare che il 22 gennaio c’è in calendario la sfiducia individuale a Tommaso Padoa-Schioppa per le vicende legate al generale Speciale, a Petroni e ora per un motivo in più: la svendita di Alitalia ad Air France. Il governatore prevede anche un intervento diretto dell’Unione Europea: «Saranno le stesse compagnie aeree come Lufthansa o British Airways a rivolgersi all’Antitrust europeo. Non staranno zitti mentre Air France si pappa Alitalia. Io lo dò per certo: e questo bloccherà la vendita della compagnia per almeno sei mesi».