Malpensa è già stata rottamata Alitalia sposta i voli a Fiumicino

Se ne sono accorti i frequent-flyer, quelli che fanno prenotazioni
anticipate magari anche di mesi: la compagnia già eliminato lo scalo dai suoi voli internazionali, molte tratte già spostate a Fiumicino. Nonostante la vendita ad Air France non sia stata ancora definita, Alitalia ha già deciso di abbandonare il Nord, scatenando<a href="/a.pic1?ID=230810" target="_blank"><strong><font color="#ff6600"> la rivolta di imprenditori e politici settentrionali</font></strong></a>. La Lega torna a parlare di secessione e <a href="/a.pic1?ID=230605" target="_blank"><strong>Bossi incita alla rivolta: &quot;Siamo arrabbiati, riporteremo la gente in piazza contro Roma&quot;</strong></a><br />

da Milano

Trentuno dicembre 2007: dall’aeroporto di Malpensa parte il solito volo diretto per lo scalo O’Hare International di Chicago, decollo alle 10.20 del mattino e arrivo alle 13.35 ora locale. Trenta giugno 2008: quello stesso volo non esiste più. Per raggiungere la città americana bisogna partire da Fiumicino. Il caso non è isolato: la lista dei collegamenti intercontinentali, o comunque a lungo raggio, interrotti è lunga: Dubai, Buenos Aires, Mosca, Varsavia, Tokyo, Toronto, Boston. Gli unici voli sopravvissuti sono quelli per New York, Atlanta, San Paolo e Shangai. Sul sito della compagnia di bandiera, da pochissimi giorni, è possibile accedere alla tabella con i nuovi orari. Sono quelli validi per l’estate 2008, attivi a partire dal prossimo primo aprile. E destinati a cambiare le abitudini di milioni di viaggiatori.
Uno di questi, che si definisce frequent flyer della compagnia di bandiera, ha scoperto solo per caso la novità. Aveva prenotato con largo anticipo voli per New York, Chicago e Dubai, che effettuerà nell’estate del prossimo anno. Pensava di poter decollare, come sempre, dallo scalo di Malpensa. Invece, sarà costretto a raggiungere Roma. E tutto questo senza aver ricevuto alcuna comunicazione da parte del vettore. «Come faccio sempre per abitudine - racconta Roberto Carnevale -, ho controllato la lista delle mie prenotazioni, valide fino al prossimo agosto. Ho notato che i voli in partenza da aprile sono stati tutti cambiati. Nessuno decolla più da Malpensa, a parte quello per New York». La prima mossa è stata quella di contattare il call center di Alitalia. «Dall’operatore non ho ricevuto alcuna spiegazione - continua Carnevale -, mi ha semplicemente detto che, come favore personale essendo io un cliente abituale, la compagnia mi aveva riprotetto su Fiumicino per evitare il rischio che perdessi la mia prenotazione. La decisione è stata presa il 24 dicembre, tre giorni dopo il consiglio dei ministri che ha dato il via libera ad Air France».
Come Carnevale, migliaia di viaggiatori abituali hanno paura che la compagnia di bandiera stia già lasciando lo scalo di Varese. «Fino a qualche giorno fa - prosegue Carnevale - il sito italiano di Alitalia non era aggiornato. Sulla tabella degli orari apparivano voli estivi intercontinentali in partenza da Malpensa. Chiunque avrebbe potuto prenotarli, e pagarli, salvo poi scoprire che non esistevano perché erano stati riprotetti su Fiumicino. Solo il sito in inglese, www.alitalia.com, era aggiornato». Dal canto suo, la compagnia non rilascia dichiarazioni ufficiali. Si è limitata a omologare i due siti, sui quali è ora pubblicata la stessa tabella degli orari. «Stanno già declassando Malpensa - accusa Carnevale - e per chi è costretto a viaggiare di frequente per lavoro è un danno enorme. Per ottenere qualche spiegazione ho anche chiamato l’Enac, mi hanno risposto che non sono al corrente della situazione. Anzi, un responsabile mi ha chiesto di inviare un’email per spiegare il mio caso». In effetti, L’Ente nazionale aviazione civile non conosce di preciso le intenzioni di Alitalia. Dice soltanto che «è plausibile che il nuovo orario, valido per l’estate 2008, sia cambiato», ma esclude che i clienti danneggiati possano essere rimborsati, «perché hanno tre mesi di tempo per rendersi conto del cambiamento». Cosa che, invece, Carnevale si augura: «A me l’Enac ha detto che, nel caso in cui il cambio di volo intercontinentale sia radicale, e la partenza avvenga da un aeroporto diverso, la compagnia debba a ogni viaggiatore un rimborso di 600 euro».