«Malpensa grida ancora vendetta ma il governo è vicino alla svolta»

«Il modo con cui Alitalia ha abbandonato Malpensa grida ancora vendetta». Sostantivo che Roberto Formigoni ripete due, tre volte: «La priorità è sempre tutta per Malpensa perché il modo con cui Alitalia ha abbandonato l’aeroporto ancora grida vendetta». Ma il presidente della Regione Lombardia invita comunque a essere «ottimisti»: «Bisogna esserlo perché questa è la sfida che il governo nazionale si è assunto».
E giusto per fare il punto della situazione Malpensa e sulla cordata italiana per Alitalia, il governatore fa sapere che «in tempi ragionevoli si elaboreranno alcune proposte che noi esamineremo». Proposte che, senza forse, contribuiranno a ridurre la percentuale di passeggeri costretti ad optare per lo scalo di Fiumicino rispetto all’hub di Malpensa, «dove il traffico è diminuito notevolmente: Alitalia ha perso una percentuale di passeggeri superiore ai voli che ha chiuso». Naturalmente, avverte Formigoni, il dossier Malpensa e Alitalia «costituisce problema complicato» e con danni che, oggi, «ricadono non soltanto su Milano e la Lombardia ma su tutta l’Italia».
Istantanea dettata ai cronisti dal presidente lombardo mentre in quel di Roma il consiglio di amministrazione del vettore Alitalia approvava il bilancio 2007 che presenta una perdita di 495 milioni di euro e Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, annotava che «l’ipotesi di un’Alipadania - la compagnia del Nord - resta sulla carta affascinante ma di lungo termine». Come dire: «Ci vogliono soldi, tanti soldi e un piano industriale che non darà frutti prima di cinque anni» ossia la soluzione della vicenda c’è solo se «c’è un socio industriale di riferimento».
Condizione che potrebbe essere affrontata direttamente sulla pista del terminal 1 di Malpensa da un prossimo Consiglio dei ministri: «Avrebbe un forte valore simbolico» nota Formigoni che, naturalmente, invita «ad affrontare il tema Malpensa e Alitalia in maniera efficace e rapida». E anche Filippo Penati sostiene l’idea di un Consiglio dei ministri a Malpensa, «prima si riunirà nell’hub e meglio sarà per il futuro dell’hub» chiosa il presidente della Provincia di Milano. Che, tra l’altro, prima si spende in ringraziamenti per gli «impegni» presi dal governo «sul futuro tavolo Milano» e poi attacca il governo sul «prestito ponte di 300 milioni di euro» perché, sostiene l’inquilino di Palazzo Isimbardi «ha cambiato le carte in tavola».
Secondo la visione di Penati «il decreto sul prestito ponte si sostanzia in un aumento di capitale, ossia soldi del contribuente per una voragine mangiasoldi come Alitalia, senza dire nulla sul futuro né di Alitalia né di Malpensa». «Vizietto del governo Berlusconi» è l’accusa di Penati che giudica «tutto arenato» a Malpensa dimenticandosi - dicono dal Pirellone - «l’impegno della Regione per i dipendenti di Malpensa, con tanto di firma della Provincia sull’intesa per gli ammortizzatori sociali». Strumentalizzazione politica di via Vivaio che fa passare in secondo piano il focus su Malpensa che, oggi e domani, vede protagonista lo scalo al festival varesino dell’Insubria.