Malpensa: i tre «paletti» del Pirellone

La partita per il futuro di Alitalia e di Malpensa si gioca in tre tempi. Strategia messa a punto dal governatore Roberto Formigoni per affrontare con ancor più determinazione le prossime settimane cruciali perché la battaglia sull’hub lombardo sia non solo partecipata da tutti ma sia vittoriosa.
Mentre Umberto Bossi fa sapere a Romano Prodi che «reagiremo se il governo consentisse a Air France di portare via rotte che partono da Milano», il presidente della Regione vuole «ottenere dal governo l’annullamento della scelta e il riesame in maniera trasparente e pubblica delle offerte pervenute». Tentativo di convincere Prodi che la scelta francese è negativa per gli interessi del nostro Paese.
In caso di mantenimento della scelta di Air France, secondo paletto lombardo, Formigoni reclama l’ingresso a pieno titolo della Regione nel negoziato con Air France: «Una moratoria di cinque anni con mantenimento delle rotte nazionali, europee e intercontinentali Alitalia sugli aeroporti del Nord, gestite da Air France». E, intanto, in questi cinque anni, la Lombardia, costruisce una compagnia alternativa.
Ma, attenzione, terzo stadio della strategia lombarda, far nascere questa compagnia alternativa - «con l’accordo di un vettore mondiale e finanziatori italiani» - richiede uno sforzo congiunto molto forte. «Avrà come hub Malpensa e collegamenti adeguati su tutto il Nord». Conditio è, dunque, «lo sgombero degli slot non utilizzati da Air France dopo la moratoria» ma anche «la negoziazione con il governo Prodi degli altri slot detenuti da Air France: infatti, la Lombardia» avverte Formigoni «non è disposta a regalare senza negoziato rotte d’oro come Milano-Roma».