Malpensa, le imprese con Formigoni prende quota la compagnia del nord

Gli industriali lombardi si alleano con la Regione: «Pronti a investire su un nuovo progetto per salvare l’hub»

«Gli imprenditori lombardi non possono tollerare di essere ricacciati indietro di un decennio da una decisione presa senza aver valutato i numeri che conseguentemente ne escono». Premessa di Diana Bracco, presidente di Assolombarda, all’ipotesi di dar vita a un compagnia del Nord alternativa a Alitalia.
Presupposto che Marco Tronchetti Provera, vicepresidente di Confindustria, declina concretamente nella disponibilità «degli imprenditori a investire di fronte a progetti seri» mentre «nel silenzio generale è stato cancellato pure il volo per Shangai, l’unico collegamento tra Lombardia e Cina». Chiaro a tutti gli interessi in gioco e i progetti, chiosa Alberto Bombassei, vice di viale dell’Astronomia, di chi sta «cercando di spingere a una soluzione che sia positiva per la Lombardia come per il Paese» sapendo che «un sistema aeroportuale aiuta la crescita e la competitività» mentre «un ridimensionamento di Malpensa è un danno, un danno inaccettabile per le imprese».
Ecco l’imprenditoria che scende in campo con Roberto Formigoni nella battaglia per la salvaguardia dell’hub di Malpensa, «anche loro condividono la fortissima preoccupazione che la svendita ad Air France deprima Malpensa e danneggi il sistema economico lombardo» rimarca il governatore. Che confida «l’impressione di un’accelerazione» nel processo di vendita della compagnia di bandiera nonostante la caduta del governo Prodi: «Per questo sto agendo in maniera forte con i sindacati (c’è già un documento congiunto dei sindacati, ndr), con gli imprenditori e con altre iniziative come la Mobility Conference e la convention promossa dalla Camera di commercio». Impegni presi dagli imprenditori ad una colazione di lavoro promossa da Formigoni - «tutti insieme per dire “no“ al taglio di oltre 40mila voli a Milano» - , con l’auspicio che «sia accolta la moratoria, in modo da aver spazio per un progetto più equilibrato».
Consapevoli tutti, dunque, che Malpensa «non significa solo muoversi dalla Lombardia ma vuol dire attrarre investimenti che possono venire dal mondo della moda, del design e dal turismo» rimarca il presidente Bracco,
Già, «tra vent’anni il volume di traffico aereo sarà raddoppiato» spiega Carlo Sangalli, presidente dell’Unione lombarda del commercio e del turismo: «L’economia oggi più che mai viaggia su collegamenti sempre più veloci e diretti: se salta Malpensa c sarà una riduzione del Pil di 1,3 miliardi di euro». Dunque, anche Api Milano, «è pronta a investire» afferma Paolo Galassi: «Le piccole e medie imprese sono pronte al progetto di una nuova compagnia area, in una logica di sussidiarietà». Progetto sostenuto anche da Confartigianato: «È giusto muoversi per evitare che l’hub lombardo naufraghi».